Studenti e ricercatori

In attesa del Recovery sbloccati 256 milioni per l’edilizia universitaria

di Eu.B.

La svolta per l’edilizia universitaria potrebbe arrivare con l’attuazione del Recovery Plan. E con i 960 milioni che il Piano nazionale di ripresa e relisienza (Pnrr) porta in dote agli atenei, con l’obiettivo di triplicare gli alloggi per gli studenti fuorisede, portandoli da 40mila a oltre 100 mila entro il 2026. Ma una buona notizia per i piani di espansione sul “mattone” delle università, nel frattempo, arriva anche dai fondi nazionali. Con un decreto del Mur sono stati appena ripartiti 256 milioni di cofinanziamento per i progetti da affidare entro il 2022. Ultima tranche di un maxi-stanziamento da 553 milioni per investimenti pluriennali relativi al periodo 2019-2033.

Le risorse sono arrivate con due distinti interventi normativi. Ai primi 400 milioni stanziati sul Fondo per l’edilizia universitaria e destinati alla realizzazione di investimenti per le università statali in infrastrutture edilizie, grandi attrezzature scientifiche e impianti sportivi, si sono aggiunti i 153 milioni provenienti da un altro fondo, istituito dalla legge di Bilancio 2019 e finalizzato al rilancio degli investimenti delle amministrazioni centrali dello Stato e allo sviluppo del Paese.

Una parte dei 553 milioni complessivi - 297 milioni - era già stata stanziata a fine 2020 con tre distinti Dm. Con l’ultimo provvedimento a firma della ministra Cristina Messa arriva adesso la parte restante. Stiamo parlando di 256 milioni ripartiti su 43 progetti e distinti in due diverse graduatorie: una da 102,9 milioni e l’altra da 153,8. Ad aggiudicarsi la fetta più cospicua di risorse è la Federico II Napoli che riceve in dote 36,3 milioni di euro. Alle sue spalle si posizionano l’Università di Firenze con 31,5 e l’Alma Mater di Bologna con 20 milioni. Mentre se si passa ad analizzare il punteggio più alto assegnato ai singoli progetti in testa troviamo invece la “Carlo Bo” di Urbino (66,45 punti che le valgono 3,2 milioni) davanti al Politecnico di Milano (53,46 punti e 8,5 milioni di finanziamento) e all’università di Pisa (che totalizza 53,33 punti e incassa 5,8 milioni).

La condizione per non perderli è la stessa per tutti gli atenei interessati: avviare le procedure di affidamento dei lavori previsti nel programma entro il 2022. Pena la revoca dei fondi a opera del ministero dell’Università.


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