Studenti e ricercatori

Green e digitale, 47 lauree in più

di Eugenio Bruno

Anche negli atenei scocca l’ora della transizione ecologica e digitale. La conferma giunge dalla lista dei 201 nuovi corsi per l’anno accademico 2021/22 - di cui 113 magistrali, 62 triennali e 26 professionalizzanti - che sono stati approvati dal Consiglio universitario nazionale (Cun) e inviati all’Anvur per il via libera definitivo del ministero dell’Università. Al loro interno troviamo le stesse parole chiave presenti nelle bozze del Recovery Plan e nell’agenda del governo Draghi. Con 27 new entry intitolate ad «ambiente» o sostenibilità» (o a entrambi) e 20 alle «competenze digitali». In’un ottica di trasversalità tra le diverse aree disciplinari che sembra andare incontro all’auspicio in tal senso espresso dalla ministra Cristina Messa. Ma che andrà comunque testata sul campo.

Dei 206 corsi che gli atenei hanno sottoposto al vaglio del Cun ne restano in campo 201. Il primo elemento degno di nota è che, nonostante i 13 mesi di lezioni online anche nelle università, la stragrande maggioranza delle nuove lauree (153) è erogata in maniera convenzionale contro le 18 in forma mista. Completano il quadro le 30 prevalentemente (8) o integralmente a distanza (22), peraltro quasi tutte erogate dalle telematiche. Il secondo punto da evidenziare, come già sottolineato sul Sole 24 Ore di lunedì 1° febbraio, è che l’aumento maggiore di proposte lo registrano le scienze mediche insieme a quelle storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche (con 27 iniziative in più ciascuna). Tant’è che la singola classe di laurea la più gettonata si conferma la LM-41 (Medicina e chirurgia) con 7 attivazioni, davanti a LM-91 (Tecniche e metodi per la società dell’informazione) e LM-77 (Scienze economico aziendali) con 5 a testa.

Passando ai titoli dei nuovi corsi una delle parole chiave più ricorrenti riguarda le «competenze digitali» che compaiono 20 volte. Sia nei corsi scientifici che in quelli umanistici: dalle triennali in Scienze del turismo, Scienze della comunicazione e Storia alle magistrali in Archivistica e biblioteconomia o in Teorie e metodologie dell’e-learning e della media education. E ancora più gettonato è il trio “ambiente, sostenibilità, eco” che compare in 27 casi. Altrettanto variegate: si va dalle magistrali in Architettura, Antropologia culturale e etnologia o Eco design inclusivo alle triennali in Ingegneria civile e ambientale o Scienze e tecnologie per l’ambiente e la natura oltre ad almeno due su tre delle nuove professionalizzanti. Professionalizzanti che salgono a 26 lauree complessive (incluse 14 risistemazioni di corsi precedenti) - distribuite in tre classi: 14 nella LP-01 (Professioni tecniche per l’edilizia e il territorio), 6 nella LP-02 per quelle tecniche agrarie, alimentari e forestali e 6 nella LP-03 per quelle tecniche industriali e dell'informazione - e che rappresentano una sfida nella sfida per l’offerta formativa 2021/22. Perché dopo il triennio sperimentale pare giunta l’ora di decidere come farle evolvere.

In un contesto generale che porta a circa 4.960 le lauree totali e che, nonostante le nuove attivazioni, vede il peso di green e digital comunque limitato rispetto all’offerta complessiva con 257 presenze per il titolo ambiente (il 5%), 84 per la sostenibilità 84 (1,6%) e 66 per il digitale. Come sottolinea anche il presidente del Cun, Antonio Vicino, che a proposito del possibile legame tra Recovery e scelte degli atenei, spiega: «Direi che il legame di causalità vada cercato nella direzione opposta. Infatti è chiaro che la progettazione di questi corsi è iniziata ben prima che si iniziasse a parlare di Recovery Plan. Vero è che i temi della digitalizzazione e della sostenibilità sono ben presenti e visibili da anni, per chi volesse trovarli, nella linee di ricerca e nella didattica di molti atenei. Altrettanto vale per i corsi triennali a orientamento professionale, che hanno preso l'avvio in forma sperimentale più di tre anni fa e che adesso trovano una collocazione stabile nelle nuove classi appositamente predisposte dal Cun nel corso del 2018».


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