Studenti e ricercatori

Università, il 66% degli studenti andrà in facoltà solo se il rischio Covid sarà basso

di Redazione Scuola

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La maggior parte dei ragazzi si recherà in facoltà solo in caso di bassissimo rischio epidemico. I mezzi pubblici sono usati sempre meno: l'automobile la principale alternativa. Crescono biciclette e monopattini. E' quanto emerge da uno studio della Rete universitaria per lo sviluppo sostenibile (Rus) condotto per comprendere come si sposteranno i ragazzi (ma anche il resto del personale accademico) e se l'emergenza sanitaria inciderà in modo più o meno pesante sulle loro abitudini. A riassumerne i contenuti più interessanti è il sito Skuola.net.

L'analisi, intitolata “Indagine nazionale sulla mobilità casa-università al tempo del Covid-19” - lanciata a luglio e ancora in corso - ha raccolto le testimonianze di ben 85.000 persone tra studenti (79%), docenti (11%) e personale amministrativo (9,6%) appartenenti a 44 università di tutta Italia. E le risposte analizzate confermano che la percezione della pericolosità del virus è avvertita in modo omogeneo in tutto il Paese, condizionando la vita d'ateneo: il 66% risulta, infatti, propenso a recarsi fisicamente in facoltà, per motivi di studio o di lavoro, solo qualora il rischio di contagiarsi rimanga a livelli minimi. In caso contrario, il 61% degli intervistati si recherebbe in sede solo per motivi realmente urgenti e necessari.

La gran parte del campione dichiara che in caso di un peggioramento generale della situazione sanitaria, preferirebbe utilizzare la propria macchina, mentre il 6% sceglierebbe una soluzione offerta dalla mobilità attiva (monopattini, biciclette o andando a piedi). Stando ai dati emersi dalla ricerca, dunque, nelle prossime settimane - anche in considerazione dell'aumento dei contagi - è prevedibile un ulteriore incremento nell'uso delle automobili, in particolare nel Nord Italia, dove invece nella fase pre-Covid ci si manteneva ad un livello di utilizzo più basso, proprio grazie a una rete di trasporti efficiente e ben distribuita sul territorio.

Infine, coloro che prima del lockdown già ricorrevano ai mezzi di mobilità attiva per gli spostamenti casa-università continueranno a sceglierli ancora di più.


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