Studenti e ricercatori

Bim e aerospazio per ingegneria e architettura

di Adriano Lovera

Nuove tecniche di progettazione, recupero e conservazione del patrimonio edilizio. Ruota attorno a questi filoni buona parte dell’offerta formativa più interessante nell’ambito dei master delle aree di ingegneria e architettura.

In modo particolare, le università moltiplicano la realizzazione di corsi riguardanti il Bim (Building information modeling), sistema di progettazione che ormai è necessario conoscere anche per rispondere alle esigenze dei bandi pubblici più importanti. Infatti esiste una Direttiva europea che obbliga gli Stati Ue ad affidare le gare più onerose solo a soggetti in grado di seguire ogni fase del processo con questo metodo. Nel caso dell'Italia, l’iter di definizione puntuale del Codice degli appalti pubblici è ancora farraginosa e incompleta, ma quel che conta è che ormai la strada è stata tracciata. «Il Bim è molto più di un semplice software. È un sistema che integra saperi diversi e che permette la piena collaborazione tra professionisti, il più delle volte ingegneri e architetti, e che interviene in tutte le fase della vita dell’edificio, dal cantiere iniziale fino alla sua gestione a livello di asset management» spiega Carlo Biagini, coordinatore del master dell’università di Firenze in Bim per la gestione di processi progettuali collaborativi in edifici nuovi ed esistenti. Nell’ateneo fiorentino, la didattica è sia teorica sia svolta in laboratorio e conta sulla partecipazione di diverse aziende di ingegneria, che intervengono sia in fase di docenza sia mettendo a disposizione posti di tirocinio. «Quest’anno, in vista della seconda edizione, abbiamo scelto di modificare il master trasformandolo da primo a secondo livello. Questo perché il Bim, in effetti, va maneggiato da chi già conosce lo sviluppo del processo edilizio e possiede buone competenze professionali». aggiunge il professor Biagini. A Firenze le ammissioni scadono il 5 ottobre.

«Bim» al centro dei corsi

Sempre in Toscana, è della partita “Bim” anche l’università di Pisa, dove il master è arrivato alla quinta edizione ed è uno di quelli con il più ampio numero di posti, fino a 130 più altri 30 disponibili come “uditori”. Le iscrizioni scadono il 5 novembre e l’ateneo quest’anno ha deciso di abbassare il costo a seguito dell'emergenza Covid. Anche Padova propone uno tra i corsi più interessanti in questa materia, sempre di II livello, perché alcuni moduli e seminari vengono svolti in inglese. Vanno segnalati ancora l’università Iuav di Venezia, il master online di Unicusano e il Politecnico di Milano, pronto a ospitare gli studenti alla sesta edizione del suo master di II livello “Bim manager” (domanda entro il 5 ottobre).

Per tutti, l’obiettivo è formare una figura la cui definizione generica è quella di “progettista Bim”, un professionista spendibile in tanti campi (dall’edilizia al recupero urbano fino alle infrastrutture stradali), che può trovare posto in studi di tutte le dimensioni, aziende, amministrazioni ed enti locali, o lavorare da autonomo.

Al di là del Bim, diversi master di questa area di studi si occupano di recupero urbano e tra gli atenei Roma Tre propone un master di I livello (studi dell'ambiente e del territorio) e un poker di titoli di II livello: recovery of urban heritage and real estate finance, culture del patrimonio, architettura e rappresentazione del paesaggio, restauro architettonico.

Anche il Politecnico di Torino è in campo con due master prossimi alla partenza. Metodi e tecniche per il governo di territori resilienti, al debutto, punta a formare un esperto nella pianificazione del territorio nell’ottica dell’efficienza energetica e capace di anticipare i rischi idrogeologici collegati al cambiamento climatico (iscrizioni entro il 19 ottobre). Il Politecnico torinese ha poi aperto il bando per manufacturing 4.0, un tipo di corso particolare definito in “alto apprendistato” poiché prende la forma di un contratto di lavoro ad alto contenuto formativo, dunque gratis per lo studente. Per partecipare occorre essere under 30, avere una laurea magistrale o specialistica e poter certificare un ottimo livello di inglese. Il cuore dell'offerta risiede nello stretto legame con le imprese partner, dal momento che circa due terzi della formazione viene svolta in azienda.

Infine, La Sapienza di Roma ha 7 master in partenza nel 2021 (iscrizioni entro il 15 gennaio) che vanno dall’aviazione civile a infrastrutture e sistemi ferroviari. La Sapienza si distingue nel campo dell’ingegneria spaziale con il l master capacity building in astronautics, sviluppato con l’università del Kenya. Il corso mira a formare una figura qualificata per la progettazione, pianificazione e gestione delle missioni spaziali.


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