Studenti e ricercatori

Con le risorse europee l’Italia finanzia i prestiti alle matricole

di Eu.B

Finanziare con i fondi comunitari i prestiti alle matricole non è un’idea nuova. Nata tre anni fa, quando il ministero dell’Istruzione accorpava anche l’Università ed era guidato dalla dem Valeria Fedeli, ha registrato un primo step con il suo successore (il leghista Marco Bussetti), arrivando al traguardo adesso che al Mur c’è Gaetano Manfredi. Grazie all’avviso pubblico che, nell’ambito del Programma operativo nazionale (Pon) - Ricerca e Innovazione 2014-2020, istituisce il fondo dei fondi «Studio sì- Specializzazione intelligente» che è attivo dal 1° settembre.

A disposizione ci sono 93 milioni di euro che attraverso due operatori bancari (Intesa Sanpaolo e Iccrea BancaImpresa) finanzieranno l’iscrizione a un corso di un’università pubblica o privata: lauree a ciclo unico, magistrali, master universitari o scuole di specializzazione riconosciute dal Mur. Niente triennali, dunque, e niente telematiche. Destinatari privilegiati gli studenti del Sud (Campania, Calabria, Puglia, Sicilia, Basilicata, Sardegna, Abruzzo e Molise) che si iscrivono in Italia o all’estero oppure (per il 25%) quelli del centro-Nord che scelgono il Mezzogiorno. Il finanziamento - che non è un prestito d’onore - è a tasso zero e non richiede alcuna garanzia personale o di terzi; può arrivare a 10mila euro l’anno (per 50mila euro totali) con cui coprire rette, tasse universitarie e spese “vive”: affitto, vitto, trasporto eccetera. Fermo restando che il titolo andrà conseguito entro il 2025 il prestito andrà rimborsato al massimo in 20 anni.

Per Marco Morganti, responsabile Direzione Impact di Intesa Sanpaolo (che ha all’attivo anche l’iniziativa “per Merito” con cui da inizio 2019 sono stati erogati 80 milioni), «l’intervento del ministero in alcuni territori critici migliora ancora il nostro prestito per Merito, che sta avendo grande successo proprio perché non richiede nessuna garanzia, ha tassi bassi e lunghissimi tempi di restituzione. Ci siamo ispirati al diritto costituzionale allo studio, con uno strumento uguale per tutti i ragazzi di tutte le università d’Italia». Per Luca Gasparini, chief business officer di Iccrea Banca, «il fondo StudioSì è una fondamentale opportunità per il Gruppo Iccrea per promuovere l’eccellente offerta formativa promossa dagli atenei del Mezzogiorno italiano e sostenere i loro studenti che intendono proseguire i percorsi di formazione».


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