Studenti e ricercatori

Studenti delle medie più felici dopo un programma di tutoraggio di Bocconi e Harvard

di Redazione Scuola

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Un semplice programma di tutoraggio online per i compiti a casa (Top - Tutoring online program) ad opera di studenti universitari ha migliorato le prestazioni scolastiche (+4,7%), le aspirazioni (+39,7% in un indice composito), il benessere (+26%) le competenze socio-emotive (+21,1%) di alcuni studenti svantaggiati delle scuole medie italiane. Sono i risultati dell'iniziativa realizzata da Eliana La Ferrara (Laboratory for Effective Anti-poverty Policies della Bocconi) e Michela Carlana (Harvard Kennedy School) con la collaborazione di un team di esperti in pedagogia dell'Università Bicocca di Milano.

L’iniziativa
Il programma ha coinvolto 520 studenti di 78 scuole medie di tutta Italia e 520 tutor e adesso La Ferrara e Carlana prevedono di replicarlo su scala più ampia nel prossimo anno scolastico, anche in contesti diversi da quello italiano. I risultati diventeranno presto un paper accademico.«La pandemia di Covid ha messo in evidenza le disuguaglianze educative in tutto il mondo - dice La Ferrara - ma il divario educativo basato sul background familiare è una caratteristica persistente dei sistemi scolastici anche in tempi normali e ora abbiamo trovato un modo efficace per mitigarlo».

Gli effetti riscontrati
Tre ore di tutoraggio online a settimana si sono rivelate sufficienti a produrre effetti significativi sui risultati scolastici degli studenti, sulle loro aspirazioni, sul benessere e sulle competenze socio-emotive. Un programma intensivo di sei ore a settimana ha raddoppiato il miglioramento dei risultati accademici.In un periodo psicologicamente difficile come quello dell'isolamento, gli studenti partecipanti non solo hanno migliorato i loro voti, ma hanno anche evidenziato una felicità significativamente più alta e meno segnali di depressione. Il loro desiderio di lasciare gli studi dopo la scuola media è diminuito ed è aumentata la sensazione di avere il controllo della propria vita.
Prima della chiusura delle scuole in Italia, ad esempio, il 12,8% degli studenti del campione Top ricorreva all'aiuto di persone che non erano genitori o fratelli (ad esempio, altri membri della famiglia o programmi di doposcuola) per i compiti a casa; dopo la chiusura, la quota è scesa al 2,9%. Quelli che facevano i compiti da soli sono passati dal 55,3% al 62,1%.La Ferrara e Carlana, a partire dal 20 marzo, si sono rivolti ai rettori di tre grandi università milanesi (Bocconi, Bicocca e Statale) per reclutare studenti universitari come tutor. Grazie alla collaborazione dei rettori e dei presidi di questi atenei, la risposta dei tutor volontari è stata eccezionale.

Un’esperienza utile anche per il futuro
Il programma è durato circa due mesi, dal 10 aprile alla fine dell'anno scolastico. La richiesta di tutoraggio ha superato la capacità del progetto e gli studiosi hanno dovuto accettare, in modo casuale, solo la metà delle domande. Gli studenti rimasti senza tutoraggio sono serviti come gruppo di confronto per valutare l'impatto del programma.«I partecipanti avevano bisogno di una connessione a Internet, ma i nostri risultati non cambiano a seconda del dispositivo utilizzato dagli studenti», dice Carlana. Che aggiunge: «L'effetto è altrettanto forte quando gli studenti delle scuole medie non hanno un computer o un tablet e possono usare solo uno smartphone».«L’esperimento ha funzionato come proof of concept - conclude La Ferrara -. Abbiamo dimostrato che bastano poche risorse per contenere il gap educativo. La nostra esperienza potrebbe rivelarsi molto utile in caso di nuovi o persistenti lockdown».


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