Studenti e ricercatori

La sanità traina il numero chiuso: 2.500 posti in più nel 2020

di Eugenio Bruno

Anche l’Italia si prepara ad avere il suo piccolo Gaokao. Se non i 10 milioni di studenti mobilitati la settimana scorsa per i test di ammissione alle università cinesi saranno comunque diverse decine di migliaia le aspiranti matricole chiamate a confrontarsi anche da noi con i quiz per accedere ai corsi ad accesso programmato nazionale. L’appuntamento è per martedì 1° settembre alle 12 quando si terranno le prove di Veterinaria, ma il clou è atteso due giorni dopo (il 3) quando toccherà a Medicina. Le iscrizioni sono già aperte e si concluderanno il 23 luglio. In palio ci sono quasi 58mila posti, 2.500 in più rispetto al 2019/2020. In tempo di Covid-19 il tasso di adesione sarà anche il primo termometro per capire quanto sono reali i timori di una nuova fuga, causa Covid-19, dall’università. Come molti rettori (e lo stesso ministro Gaetano Manfredi) temono.

I posti in aumento

Un effetto la pandemia in atto l’ha già avuto. Tutti gli slot dei corsi di laurea collegati alla sanità risultano in aumento rispetto all’anno scorso. Prendiamo Medicina. A disposizione per gli aspiranti “camici bianchi” ci sono 13.072 posti (inclusi i corsi Imat in lingua inglese , i cui test sono in calendario il 10 settembre); l’anno scorso invece erano 11.568. Millecinquecento studenti in più che rappresentano solo la prima risposta all’imbuto formativo che caratterizza l’accesso alla carriera dei medici, insieme a un aumento di 4.200 unità delle borse di specializzazione voluto dal ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, e del suo collega della Salute, Roberto Speranza.

In crescita sono anche le disponibilità dei corsi legati alle professioni sanitarie. Sia per le lauree triennali, che le vedono salire dai 25.356 dell’anno accademico 2019/20 ai 26.602 del 2020/21; sia per la magistrale, dove si passa da 2.725 a 2.918. Qui le prove si svolgeranno, rispettivamente, martedì 8 settembre e venerdì 30 ottobre.

Il segno positivo riguarda anche i posti a disposizione per Veterinaria (890 anziché i 759 di un anno fa) e, soprattutto, Odontoiatria e protesi dentaria (dove il test è in calendario il 3 settembre come per Medicina). Gli aspiranti dentisti potranno infatti contare su quasi mille chance in più rispetto a 12 mesi fa: da 1.133 si è saliti a 1.231.

Meno slot a disposizione

Gli unici numeri in controtendenza riguardano Scienze della formazione primaria, che da un anno all’altro lascia sul terreno quasi 300 posti (da 7.059 si scende a 6.789), e Architettura (6.435 anziché 6.802). Ma almeno quest’ultima non è una sorpresa visto che negli ultimi due anni le domande pervenute sono state addirittura inferiori agli slot a disposizione.

Le prove

Per i numeri che in genere smuove (tra 50 e 60mila domande ogni anno) tutti i riflettori anche stavolta sono puntati sui test di Medicina. Per iscriversi alle prove, utilizzando il portale www.universitaly.it c’è tempo fino al 23 luglio (come del resto per partecipare a quelli di Veterinaria e Odontoiatria). Nessuna novità per il contenuto dei quiz dopo le novità introdotte l’anno scorso dall’allora governo gialloverde. I quesiti a risposta multipla a cui rispondere saranno ancora 60 - di cui 12 di cultura generale, 10 di ragionamento logico, 18 di biologia, 12 di chimica e 8 di fisica e matematica - e i minuti a disposizione dei candidati sempre 100. Il punteggio massimo resta di 90: per ogni risposta esatta in palio ci sono 1,5 punti mentre quelle sbagliate prevedono una penalizzazione di 0,4.

A causa del coronavirus il nodo centrale quest’anno è rappresentato dalla sicurezza. Da subito il ministro Manfredi ha chiarito che le prove si sarebbero svolte in presenza e così dovrebbe essere. Toccherà ai singoli atenei trovare gli spazi adatti a garantire il distanziamento ed evitare gli assembramenti. Da record il numero di sedi coinvolte: almeno una per provincia, 119 in tutta Italia.


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