Studenti e ricercatori

Scegliere un corso post laurea: valore aggiunto e tutela contro la disoccupazione

di Redazione Scuola

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Aggiornamento continuo e crescita professionale. Connubio garantito. Percorsi post laurea di alta specializzazione disciplinare e interdisciplinare consentono, infatti, di rafforzare e ampliare conoscenze e competenze, per rispondere con successo alle esigenze del mercato del lavoro.

Le indagini del Consorzio AlmaLaurea sul Profilo e sulla Condizione occupazionale dei dottori di ricerca e diplomati di master lo confermano analizzando sia le performance formative di circa 4.000 dottori di ricerca del 2019 di 24 atenei aderenti al Consorzio e quelle lavorative di oltre 5.500 dottori di ricerca del 2018 di 36 atenei , contattati ad un anno dal conseguimento del titolo di studio; sia le performance formative di circa 8.500 diplomati del 2019, di primo e secondo livello, che hanno conseguito il titolo di studio in uno dei 17 atenei aderenti al Consorzio e quelle lavorative di oltre 12.000 diplomati di master del 2018 di 23 atenei , contattati a un anno dal conseguimento del titolo di studio.

Perché scegliere un corso post laurea? Le analisi di AlmaLaurea aiutano a spiegare i motivi del lifelong learning o dell'apprendimento continuo, occasione vincente per trovare più facilmente un'occupazione, anche meglio retribuita, o per valorizzare il proprio ruolo professionale al passo con i cambiamenti e le esigenze del mercato.

Molteplici le voci prese in esame per fotografare il profilo di chi sceglie percorsi di alta specializzazione, tra le altre le differenze di genere, il contesto socio culturale, la mobilità geografica, le motivazioni che spingono a una scelta per la quale alcuni fruiscono di finanziamenti oltre che le valutazioni date da chi ha frequentato tali percorsi. Un'analisi questa di AlmaLaurea dalla quale emergono anche dati relativi a efficacia e performance occupazionali e retributive di chi sceglie master o dottorati di ricerca.

A un anno dal conseguimento del titolo di dottore, il tasso di occupazione è complessivamente pari all'89%. Si tratta di un valore decisamente più elevato di quello registrato tra i laureati di secondo livello, evidenziando che la formazione post-laurea rappresenta un valore aggiunto e una tutela contro la disoccupazione: l'ultima indagine di AlmaLaurea, svolta nel 2019, rileva per i laureati di secondo livello un tasso di occupazione a un anno dal titolo di studio pari al 71,7%, 17,3 punti percentuali in meno rispetto a quanto osservato tra i dottori di ricerca. La medesima indagine mostra inoltre che i laureati necessitano di un tempo più lungo per avvicinarsi ai livelli occupazionali dei dottori di ricerca: è infatti solo dopo cinque anni dalla laurea che i laureati di secondo livello raggiungono un tasso di occupazione pari all'86,8%, un valore comunque ancora inferiore, seppure di poco, a quanto rilevato per i dottori di ricerca a un anno dal titolo.

A un anno dal conseguimento del master, il tasso di occupazione è complessivamente pari all'88,6%: 88,4% per i diplomati di master di primo livello e 89,0% per i diplomati di secondo livello.
L'ultima indagine di AlmaLaurea, svolta nel 2019 mostra le buone performance dei diplomati di master e che i laureati necessitano di un tempo più lungo per avvicinarsi ai livelli occupazionali dei diplomati di master: è infatti solo dopo cinque anni dalla laurea che i laureati di secondo livello raggiungono un tasso di occupazione pari all'86,8%, un valore comunque ancora inferiore, seppure di poco, a quanto rilevato per i diplomati di master a un anno dal titolo di studio


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