Studenti e ricercatori

Più robotica e ambiente per ingegneria

di Daniele Cesarini

Ingegneria, largo alle specializzazioni. I Politecnici di Milano e di Torino restano i due grandi poli accademici dell’ingegneria in Italia: la loro offerta include lauree tradizionali e specializzazioni all’avanguardia, ed entrambi offrono un’ottima connessione con il mondo delle aziende.

Anche le altre università sparse su tutto il territorio nazionale stanno innovando la loro offerta formativa per essere sempre più in linea con le esigenze dell’industria in tutte le sue forme.

Sostenibilità ambientale

L’università di Udine inaugura quest’anno una triennale in ingegneria industriale per la sostenibilità ambientale. Il corso forma ingegneri capaci di comprendere, gestire e innovare il funzionamento di un processo produttivo e dei suoi aspetti ambientalmente rilevanti (consumo di materie prime, energia, acqua; corretta gestione di effluenti inquinanti e rifiuti) introducendo impianti, processi e pratiche orientate alla sostenibilità ambientale. I neolaureati potranno supportare la progettazione, il controllo e la gestione di processo, gli uffici tecnici per la sicurezza e l’ambiente.

Tra i nuovi corsi dell’università di Verona c’è la magistrale in computer engineering for robotics and smart industry focalizzata su robotica e ingegneria informatica per l’industria 4.0. L’obiettivo è fornire gli strumenti per progettare sistemi robotici e Iot (industrial Internet of things), integrare sistemi industriali (manipolatori robotici, robot mobili, sistemi di sensori distribuiti) e analizzare i dati di impianti complessi per il loro monitoraggio e la loro ottimizzazione.

Alla Liuc di Castellanza (Varese)all’interno della scuola di ingegneria industriale, accanto alla triennale in ingegneria gestionale è prevista ingegneria gestionale per la produzione industriale.

Molto specifico il corso magistrale in inglese in tecnologia e produzione della carta e del cartone dell’università di Pisa. Gli sbocchi sono nelle industrie di produzione e trasformazione della carta e packaging cartaceo.

Ingegneri dell’auto elettrica

Una nuova laurea magistrale in electric vehicle engineering è offerta dalla Motorvehicle university of Emilia-Romagna, secondo un progetto voluto dalla Regione Emilia-Romagna e nato dalla collaborazione tra gli atenei di Bologna, Ferrara, Modena e Reggio Emilia, Parma e diverse aziende automotive con sede nel territorio (Lamborghini, Dallara, Ducati, Ferrari, Magneti Marelli, Maserati, eccetera). I laureati potranno ricoprire ruoli tecnico-dirigenziali nella progettazione, simulazione, sviluppo, programmazione e gestione di apparecchiature e componenti elettrici, di sistemi elettrici di bordo, di sistemi elettronici di potenza e di strumentazione elettronica di misura per automotive.

Gli sbocchi e gli stipendi

Nel mondo del lavoro, le lauree in ingegneria si confermano tra le più ricercate in assoluto: «Le richieste che arrivano dalle aziende superano di tre volte il numero di laureati», afferma Marco Sartor, responsabile per il job placement dell’università di Udine. «Gli ingegneri – spiega – trovano subito lavoro e con stipendi medi netti di 1.700 euro nell’anno successivo alla laurea. Sempre più spesso le ricerche delle aziende si concentrano tra ingegneria e informatica. Ma anche l’ingegneria elettronica e gestionale e i sistemi informativi aziendali sono richiestissimi. Tutti questi ambiti non hanno conosciuto la crisi, anche nei mesi del Covid».

Secondo Sartor, ci sono aree che si stanno sviluppando più rapidamente di altre: «Disegno e ottimizzazione di processi aziendali e riduzione degli impatti ambientali. I giovani ingegneri, però, devono dimostrare competenze interdisciplinari, linguistiche e giuridiche, ma anche soft skill».

Secondo lo studio University Report realizzato dall’osservatorio Jobpricing e da Spring Professional, società del gruppo Adecco le facoltà che determinano stipendi di ingresso più elevate sono ingegneria gestionale, con una retribuzione lorda annua di 32.665 euro e ingegneria chimica e dei materiali (32.063 euro). Secondo Mariangela Lupi, head of humanity, development & education department di Adecco group, nuovi sbocchi riguardano le applicazioni in azienda di ingegneri del requisito, ad esempio, ma anche a ingegneri meccanici chiamati a ripensare strumenti e dotazioni delle imprese del futuro».


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