Studenti e ricercatori

Più marketing e ricerca per farmacia e chimica

di Adriano Lovera

Chimica e farmacia vanno spesso a braccetto nei percorsi di laurea, vista la base comune di nozioni scientifiche.

I corsi più diffusi sono la triennale in scienze chimiche e le magistrali in farmacia e in chimica e tecnologie farmaceutiche. Anche a livello di abilitazioni, le figure sono assimilate e ad esempio la quinquennale in farmacia dà diritto all’iscrizione all’Ordine dei chimici.

In realtà, però, da anni molti atenei stanno differenziando i percorsi, rispondendo alle sollecitazioni del mercato del lavoro, che richiede figure versatili capaci di coprire diversi ruoli nel settore privato.

Strade sempre più separate

Da otto anni, solo per citare un esempio, l’università statale di Milano ha previsto due distinti dipartimenti, uno di chimica l’altro di farmacia. E la differenziazione è un tratto sempre più caratteristico dei piani di studio.
Tra le ultime novità, dal 2019-2020 l'università di Brescia ha deciso di istituire la magistrale a ciclo unico in farmacia, all’interno del dipartimento di medicina molecolare.

Di recente l’università di Catania ha inaugurato la magistrale in scienze chimiche, adottando da subito la possibilità di scegliere tra quattro percorsi caratterizzanti: biomolecolare, chimica dei materiali e nanotecnologie, organica e industria, ambiente e beni culturali.

Una novità per l’anno 2020-2021 arriva invece da Siena, con una magistrale in lingua inglese, che punta a formare professionisti attenti allo sviluppo sostenibile nel campo delle biotecnologie farmaceutiche, con un occhio rivolto al mercato internazionale, denominata sustainable industrial pharmaceutical biotechnologies.

«Si tratta di una proposta unica in Italia, che coniuga le conoscenze biochimiche con competenze di management e sviluppo sostenibile» spiega Annalisa Santucci, direttore del dipartimento in biotecnologie, chimica e farmacia dell’ateneo. «Ormai il tema della sostenibilità entra a diversi livelli nell’industria, a partire dall’utilizzo di tecnologie più green nelle produzioni di laboratorio, fino ai prodotti bio-attivi per l’uomo e all’agricoltura bio. Un tratto specifico del nostro corso è la forte valenza pratica, con una quantità notevole di attività seminariali, di cui molte erogate sotto forma di e-lerning, webinar e in contatto con il mondo dell’impresa».

Sbocchi professionali

Guardando al mercato del lavoro e agli sbocchi professionali, emerge in effetti la sempre maggior varietà di posizioni da ricoprire al di là di quelle tradizionali.
Secondo dati di Federchimica, principale federazione del settore, il 42% dei laureati in chimica trova lavoro nei settori più direttamente collegati al pharma, ma in molti trovano svariate possibilità di impiego in altri tipi di industrie chimiche (26%), nel versante dei fornitori (16%) e persino il settore pubblico assorbe un 15% dei profili, tra Asl, Arpa e altre agenzie collegate alla sicurezza e all’ambiente.

Di certo, secondo la consueta rilevazione AlmaLaurea, i laureati della macro area chimica-farmacia si posizionano in alto a livello di posizione professionale a cinque anni dal titolo e, dopo medici e ingegneri, sono tra quelli che godono delle retribuzioni più alte.

«Un tratto sempre più evidente sul mercato - spiegano da Federchimica - è la necessità di possedere competenze tecniche e chimiche anche per quelle figure non direttamente impegnate nelle attività di laboratorio. Ad esempio, per vendere, fare marketing e assistenza al cliente, sarà sempre più necessario disporre di chimici ben preparati in quanto il prodotto è soprattutto fatto di tecnologia».

Nuove competenze

Ecco allora che il chimico, oltre a tecnico di laboratorio, oggi diventa addetto al marketing, agli acquisti o alla gestione di marchi e brevetti.

Un altro tratto evidente delle occupazioni legate al settore è il forte riconoscimento del valore del titolo: la quota di posti di lavoro per cui è richiesta la laurea in chimica è più elevata della media (69% contro 63 per cento).

Da segnalare che la federazione ha allestito un sito apposito di orientamento per chi è interessato a queste professioni, all’indirizzo internet scuole.federchimica.it.

Ricercatori di nuovi farmaci

Per quanto riguarda, invece, il settore farmaceutico, la società di selezione del personale QuoJobis segnala che il «ricercatore farmaceutico» si conferma tra i profili più richiesti.

Oltre a competenze tecniche e analitiche, gli è richiesta la capacità di pianificare ed eseguire le attività sperimentali, fino alla validazione dei risultati. Mentre un’altra risorsa che riceve sempre buone proposte di lavoro in questo ambito è il product manager, che si occupa essenzialmente di marketing ma deve associare spiccate competenze tecniche e cui viene richiesta solitamente una laurea scientifica.


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