Studenti e ricercatori

Da biologia e geologia nuovi ponti verso fisica e It

di Daniele Cesarini

Università italiane pronte a partire con nuove lauree in ambito scientifico.
Tra queste l’università Statale di Milano, che ha in programma tre lauree magistrali innovative. Il corso in environmental change and global sustainability offre competenze avanzate negli studi ambientali con un approccio multidisciplinare e con molteplici sbocchi di carriera, dagli environmental manager agli specialisti in studi di impatto e valutazione dei rischi ambientali. Il corso in quantitative biology prepara laureati che operano nell’area di intersezione tra biologia e fisica, integrando competenze in chimica, matematica e scienze informatiche, per formare professionisti negli istituti di ricerca, in aziende di nano-biotecnologie e biofarmaceutica, e nel settore delle strumentazioni hi-tech. La laurea magistrale in biomedical omics si focalizza sulle “scienze omiche”, ovvero le analisi globali dei fenomeni biologici (genomica, epigenomica, proteomica, eccetera).
Lo sbocco è quello del tecnologo in omiche biomedicali, presso laboratori ospedalieri o privati, istituti di sviluppo biotech, o nella ricerca accademica.

Biotecnologie per i farmaci

L’università del Piemonte Orientale attiva la nuova laurea magistrale in biotecnologie farmaceutiche, ad accesso programmato per 35 matricole. Il corso forma esperti in tutti gli aspetti della progettazione, produzione, registrazione e controllo di farmaci innovativi biotecnologici. I laureati potranno accedere a ruoli di responsabilità in vari ambiti della ricerca accademica ed industriale, ma anche negli enti di vigilanza, nelle agenzie regolatorie e negli uffici brevetti.

Novità biotech anche dall’università di Siena, con lamagistrale in sustainable industrial pharmaceutical biotechnologies. Il corso vuole formare una nuova figura che possa ricoprire ruoli di responsabilità nelle aziende biotecnologiche farmaceutiche, con una base scientifico-tecnica bio-molecolare avanzata sugli aspetti sperimentali più innovativi e sostenibili, con competenze manageriali e una preparazione sulle nuove direttive europee sullo sviluppo sostenibile.

I trend per geologia

Ma c’è anche spazio per altre competenze. L’università di Padova offre una nuova magistrale in geophysics for natural risks and resources, focalizzata sulla teoria e le applicazioni per l’esplorazione del sottosuolo, con un’ampia gamma di finalità: la ricerca di risorse energetiche e minerarie, l’ingegneria non invasiva civile ed ambientale, la quantificazione dei rischi sismici. I laureati possono trovare opportunità come geofisici e accedere all’albo dei geologi.

Si segnala anche la nuova laurea magistrale in scienze della nutrizione umana dell’università di Parma, che consente di lavorare come nutrizionista nel mondo della produzione e dei servizi alimentari, consentendo inoltre la possibilità di sostenere l’esame per scriversi all’ordine dei biologi.

Nutrizione e genetica

Secondo Laura Morelli, responsabile orientamento dell’università del Piemonte Orientale, le lauree scientifiche offrono diversi sbocchi tradizionali, che mantengono ancora la loro importanza e dipendono anche dall’aver conseguito una specializzazione: «Ad esempio, un biologo junior potrà diventare tecnico di laboratorio, con un ruolo di supporto alla gestione, o venditore di materiale parafarmaceutico. Guardando invece un livello più senior e specialistico, potrà arrivare a dirigere un laboratorio industriale o farmaceutico, oppure sul fronte commerciale divenire informatore scientifico del farmaco».

Ma ci sono anche degli ambiti che offrono nuove opportunità: «Da un lato, c’è sempre più interesse e richiesta in ambito di nutrizione e genetica, controllo qualità dei prodotti agroalimentari, quindi sul fronte della salute umana. Dall’altro, c’è molta attenzione per la scienza al servizio dell’ambiente e la sostenibilità. Sempre più importante, infine, l’integrazione delle scienze naturali con l’informatica», conclude Morelli.

Gli effetti del Covid-19

«L'epidemia di Covid-19 ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato bisogno, l’importanza delle professioni scientifiche e queste lauree continueranno a essere molto richieste anche tra due, tre o cinque anni», commenta Paolo Citterio, presidente dell’Associazione nazionale dei direttori risorse umane Gidp.

Secondo Citterio, tra le professioni emergenti rientrano tutte quelle che si trovano all’intersezione tra scienze e informatica.

«Nella ricerca accademica - sottolinea - , ma anche nei laboratori privati e nelle società farmaceutiche, è impensabile ormai disgiungere gli avanzamenti scientifici dalle nuove tecnologie che li rendono possibili. Per questo è fondamentale che i neolaureati abbiano competenze sempre più multidisciplinari e focalizzate sull’innovazione e sulle varie tematiche legate all’informatica».


© RIPRODUZIONE RISERVATA