Studenti e ricercatori

La tecnologia contamina le materie classiche

di Davide Madeddu

Dallo studio delle materie classiche alla pianificazione di un stagione turistica. Sono diverse le opportunità che una preparazione umanistica offre a chi completa i corsi di studi.
Sia seguendo un percorso tradizionale classico sia seguendone uno che unisce l’aspetto didattico tradizionale a quello più frizzante del mondo del turismo.

Da lettere al storia dell’arte

All’università di Firenze il panorama di corsi di laurea in ambito umanistico offre 26 corsi tra lauree triennali e magistrali. «L’offerta formativa - spiega il presidente del corso di laurea in lettere Marco Biffi - spazia dall’area che comprende l’italianistica, la storia della lingua italiana o di quelle antiche come latino e greco a quelle che riguardano aspetti come storia dell’arte e la sezione turistica».

Per i laureati gli sbocchi vanno dall’insegnamento nella scuola (una volta completato il percorso di abilitazione) all’ambito storico. E poi ci sono possibilità per diventare archivisti, curatori e conservatori di musei, ricercatori e tecnici laureati nelle scienze storiche e filosofiche, consiglieri dell’orientamento e tecnici delle biblioteche.

«Non meno importante poi - argomenta il docente - la prosecuzione con la ricerca in ambito universitario».

Spazio anche alla tecnologia. «Si è investito molto nel campo dell’umanistica digitale, informatica linguistica e filologia informatica».

Turismo sostenibile

All’università di Cagliari, partendo dalle conoscenze umanistiche e arricchendole con altri percorsi che mettono insieme ingegneria ambientale, lingue ed economia nasce la laurea magistrale in management e monitoraggio del turismo sostenibile che garantisce un approccio scientifico al settore del turismo con procedure e protocolli che si basano su elementi economici, ingegneristici, culturali.

«Il corso offre una formazione multidisciplinare in ambito economico, manageriale, antropologico, ambientale, informatico-statistico e giuridico - chiarisce la docente Patrizia Modica - e consente, inoltre, lo sviluppo delle competenze linguistiche attraverso un insegnamento specifico di lingua inglese, al primo anno, e l’erogazione di tutta l’offerta formativa (quattro insegnamenti) in inglese nel corso del secondo anno». Non solo. A partire dall’anno accademico 2020-2021 sarà attivato, un indirizzo internazionale che permetterà di conseguire il doppio titolo in accordo con l’università statale di economia (Belarus state economic university) nella città di Minsk, capitale della Bielorussia. Gli studenti iscritti a Cagliari, nel secondo semestre del primo anno frequenteranno i corsi di Bseu a Minsk, mentre gli studenti di Bseu frequenteranno i corsi a Cagliari al secondo anno.

«Chi frequenta questo corso ha competenze che possono essere spese in diversi ambiti - sottolinea Modica - sia in quelli istituzionali sia in quelli manageriali, tanto sul livello regionale quanto su quello nazionale e internazionale, o possono anche cimentarsi nel settore imprenditoriale».

Filosofia

Sono due i percorsi dell’area umanistica dell’università di Perugia. Quello di lettere, lingue, e civiltà antiche e moderne, e quello di filosofia, scienze sociali, umane e della formazione.
Tra le novità, anche se sono istituiti da qualche tempo, i corsi in scienza per l’investigazione e la sicurezza, e il corso interclasse in filosofia e scienze e tecniche psicologiche.
Quest’ultimo corso, chiarisce Roberto Rettori, delegato per il settore orientamento, tutorato e divulgazione scientifica «è l’unico in Italia a far dialogare in un progetto culturale strutturato filosofia e psicologica».
Il corso di laurea in scienza dell’investigazione, che si svolge nella sede di Narni «si propone di creare esperti capaci di comprendere “segnali di pericolo” e “scenari di rischio” locali o su vasta scala, per costruire strategie per la sicurezza dei cittadini in tutte le loro azioni sociali».

«I corsi triennali - conclude Rettori - formano profili capaci di collaborare alla progettazione di servizi alla persona e ai gruppi e principalmente, di inserirsi in progetti di mediazione culturale o gestione delle risorse umane, svolgere attività di educatore professionale nei servizi alla persona nelle comunità e nei servizi sociali, occuparsi di strategie per la sicurezza dei cittadini in tutte le loro azioni sociali».


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