Studenti e ricercatori

Comunicazione e lingue: più partnership con le aziende

di Davide Madeddu

Le lingue straniere ma anche la capacità di comunicare. Due specializzazioni che, in un mondo che cambia molto velocemente, si dimostrano utili per nuove opportunità di lavoro. Sia in ambito pubblico sia in ambito privato, in contesti locali e internazionali. Con una maggiore richiesta nei profili di vendita, back office commerciale, customer care e assistenti di direzione.

Relazioni internazionali

Dall’import-export alla carriera nelle istituzioni, fino alla mediazione culturale. Senza dimenticare il sistema produttivo locale e i mercati internazionali dove la conoscenza delle lingue e, magari, delle norme su diritto doganale e dazi diventano fondamentali. L’università di Siena nel suo campus di Arezzo, ha stipulato una convenzione - come chiarisce Silvia Clamai, presidente del corso di laurea in lingue per la comunicazione interculturale e d’impresa - con Confindustria per consentire ai laureati in lingue di seguire corsi di alto livello di competenza in materia di diritto doganale e dazi, che unito al bagaglio degli studenti forma degli eccellenti professionisti». Nel caso del campus di Arezzo (dove si studia lingua e cultura italiana, inglese, e una seconda lingua e cultura straniera a scelta tra francese, russa, spagnola, tedesca e cinese) l’attenzione per gli scenari internazionali si unisce a quelli locali.

Interpreti e traduttori

All’università studi internazionali di Roma l’attenzione è soprattutto per le lauree triennali e magistrali in interpretariato e traduzione, oltre che letterature e didattica innovativa.

I corsi triennali prevedono un percorso bilingue (su due lingue scelte tra arabo, cinese, francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco) e il percorso trilingue.

«Puntiamo sulla solida formazione linguistica - premette la preside Maria Grazia Russo -. Con gli studenti si parla da subito la lingua straniera. E si prevede anche un rafforzamento della linguistica italiana e sociolinguistica e lingue del contatto. Oltre che i laboratori, di avviamento all’interpretariato e alla lingua dei segni». Da quest’anno previsto poi il «laboratorio per il turismo».

Le lauree triennali prevedono un percorso in interpretazione con cui si forniscono «competenze specialistiche nelle diverse tecniche e modalità dell’interpretazione - dialogica, consecutiva e simultanea - dall’italiano a due lingue straniere», e un percorso di traduzione».

Per alcuni corsi prevista la presenza ma anche la modalità a distanza. «Chi completa gli studi - prosegue la docente - trova lavoro subito, sia come interprete sia come traduttore nelle istituzioni ma anche nelle aziende».

A Roma Tre l’offerta formativa del dipartimento di lingue, letterature e culture straniere comprende l’insegnamento delle lingue e letterature europee (francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco) ed extraeuropee (arabo e cinese) oltre che didattica delle lingue e nelle metodologie della traduzione.

«Il dipartimento offre due corsi triennali in lingue e letterature per la comunicazione interculturale e lingue e mediazione linguistico-culturale - spiega il direttore Giorgio de Marchis - e due magistrali in lingue e letterature per la didattica e la traduzione e lingue moderne per la comunicazione internazionale».

Editoria e giornalismo

Sempre a Roma Tre per scienze della comunicazione è previsto un corso triennale e due corsi di laurea magistrali.

Le novità riguardano proprio i corsi di laurea magistrali. Uno dedicato a editoria e giornalismo e uno a scienza cognitiva della comunicazione e dell’azione.

«Il primo introduce al giornalismo e all’editoria - premette Francesco Ferretti, coordinatore didattico - ma chi ha queste competenze, una volta terminati gli studi può utilizzarle anche andando a lavorare nella pubblica amministrazione».

Poi c’è scienze cognitive della comunicazione e dell’azione. «Chi completa gli studi ha competenze per guardare i processi di sviluppo della comunicazione, come per esempio la capacità di comunicazione degli autistici oppure di comprendere storie con i ciechi».

Nuovi media

All’università di Trieste per l’ambito della comunicazione ci sono due corsi: lettere antiche e moderne, arti e comunicazione e discipline dell’audiovisivo dei media e dello spettacolo.

«Le figure che si formano - spiega il coordinatore del corso Massimo De Grassi - sono quelle di operatore culturale in grado di interagire con varie professionalità e capace di costruire diverse attività, anche con il ricorso ai nuovi media, informatizzazione urbanistica. E quella di operatore in grado di programmare e realizzare mostre, eventi culturali».

C’è poi anche la figura di «redattore di case editrici - dice De Grassi -. Abbiamo in essere una serie di stage e collaborazioni con case editrici, oltre quella di ateneo che offre possibilità di fare pratica a vari livelli».

In itinere poi anche la preparazione di un curriculum per competenze di alto livello nella scrittura.


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