Studenti e ricercatori

Scienze politiche, mix di lezioni tra giustizia e coesione sociale

di Davide Madeddu

Insegnamento a distanza e in presenza per studiare i fenomeni politici e sociali.
Dal locale al globale, passando per i processi di internazionalizzazione, giustizia e coesione sociale. Alcune delle specialità che possono essere approfondite nei corsi di laurea di scienze politiche.

Tra diplomazia e mass media

All’Alma Mater di Bologna l’offerta formativa per scienze politiche annovera due corsi triennali e 8 magistrali. Con didattica distribuita tra i campus di Bologna, Forlì. «Nell’anno accademico 2020-2021 l’ateneo offrirà tutti gli insegnamenti in modalità blended - anticipa Filippo Andreatta, direttore del dipartimento di scienze politiche -, cioè sia in forma tradizionale sia online».
Nell’ambito delle lauree triennali i corsi riguardano scienze politiche, sociali e internazionali (a Bologna) e scienze internazionali e diplomatiche in lingua italiana e inglese (Forlì). A Bologna poi gli altri corsi di laurea magistrale in international relation (in inglese); sviluppo locale e globale, politica, amministrazione, organizzazione (in italiano e inglese); comunicazione giornalistica, pubblica e d’impresa.

A Forlì scienze internazionali e diplomatiche; international politics and economics (in inglese); interdisciplinary research & study of Eastern Europe (in inglese) e mass media e politica.
L’attenzione del corso di studi è soprattutto alle lingue straniere. «Questo aspetto sul mercato globale è interessante - argomenta Andreatta - e consente ai nostri laureati di trovare occupazione, oltre che nel settore della pubblica amministrazione o delle Ong anche nel mondo delle imprese, come per esempio quelle impegnate nell’export».

Cooperazione e sviluppo

All’università della Calabria, dove si progetta un nuovo anno accademico con lezioni sia in modalità a distanza sia in presenza, si viaggia su un doppio binario in cui l’attenzione ai territori si unisce all’interesse verso gli scenari internazionali.

«Come Calabria e Sicilia siamo proiettati nel Mediterraneo - argomenta Francesco Raniolo, direttore del dipartimento di scienze politiche e sociali (Dispes) dell’ateneo che ha sede ad Arcavata di Rende (Cosenza) - e ci sono interlocuzioni con i paesi del nord Africa e dell’Europa del sud in generale».
Non mancano però gli scenari extraeuropei. «Ci sono delle collaborazioni e rapporti di studio soprattutto con l’America Latina».

Tra scienze politiche e dei servizi sociali il dipartimento è composto da 5 corsi di laurea magistrali e 3 triennali. Tra questi anche quello in scienze per la cooperazione e lo sviluppo. «Lo sbocco principale per i giovani che si formano da noi è sicuramente quello delle istituzioni - argomenta ancora il direttore -anche se capita spesso che istituzioni bancarie e aziende, impegnate in diversi settori, vengano a proporsi per fare call con gli studenti».

Da qualche tempo poi l’università ha avviato una serie di collaborazioni con le realtà territoriali e gli ordini professionali: «Da quello di servizio sociale, agli agronomi, cooperazione e sviluppo e dall’ordine dei consulenti del lavoro, oltre che con Camera di commercio e Confindustria».

Contaminazioni con sociologia

L’area di scienze politiche dell’università di Pisa, come dice il direttore del dipartimento Alessandro Balestrino, gioca la carta «dell’interdisciplinarietà», con insegnamenti che vanno a cavallo tra diversi corsi.
L’offerta formativa del dipartimento non comprende solamente scienze politiche ma anche scienze sociali e scienze della pubblica amministrazione, «un corso abilitante anche per l’insegnamento delle materie giuridiche nelle scuole superiori».
A Pisa, dove le lezioni in presenza per l’anno accademico 2019/20 sono state sostituite (causa pandemia) da quelle a distanza, per una nuova programmazione si attendono gli sviluppi legati all’emergenza.

«Siamo riusciti a non perdere neppure un’ora di lezione - conclude il direttore - e a garantire esami e lauree. Per il futuro vediamo cosa succederà, sicuramente gli aspetti positivi della connessione a distanza non possiamo perderli».


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