Studenti e ricercatori

Giurisprudenza, più diritto internazionale e criminologia

di Davide Madeddu

Le discipline tradizionali e l’innovazione. Per intraprendere carriere e professioni “istituzionalizzate”, oppure seguendo il mondo che si trasforma velocemente.
Sono diverse le possibilità di impiego per chi decide di seguire i corsi di studio di giurisprudenza.

Global law

All’università di Torino, dove la didattica a distanza si unisce a quella in presenza, si parte da quella che viene definita la solida base per poi andare ad affrontare le specializzazioni. Con corsi che, come dice il direttore del dipartimento di giurisprudenza Raffaele Caterina «guardano sia ai percorsi tradizionali, magistratura, notariato o attività forense sia a nuovi percorsi anche su contesti internazionali».

In quest’ultimo ambito rientra il corso di studi in global law in translational legal studies interamente in inglese o European legal studies.

«Si tratta di iniziative che rientrano nell’ambito di un percorso di internazionalizzazione forte - argomenta Caterina - con l’obiettivo di creare buone possibilità di impiego, dal commercio internazionale fino al trattamento dei dati personali dove è necessaria una competenza giuridica e la conoscenza delle lingue».

Tra le novità c’è anche il corso di laurea triennale in diritto agroalimentare.

Quanto alla didattica, per il momento viaggia con i sistemi digitali. «Nel secondo semestre dell’anno accademico 2019/20 è lavorato a distanza - continua ancora il direttore del dipartimento di giurisprudenza - e per il prossimo anno accademico cercheremo di continuare sia in presenza sia a distanza».

Diritto e informatica

Si muovono tra il settore della pubblica amministrazione, le professioni egli scenari internazionali, anche i corsi di giurisprudenza dell’università La Sapienza di Roma dove si è aperta una finestra e sarà istituito un corso di diritto di informatica.

«A settembre - premette il preside Oliviero Diliberto, docente di diritto romano e preside preside del neonato Istituto universitario italo-cinese - abbiamo aperto un corso di laurea in Cina a Wuhan presso una delle sei università cinesi che hanno la doppia eccellenza e il corso rilascerà il titolo di studio Sapienza agli iscritti cinesi e i corsi, interamente in inglese».

Per gli studenti italiani che si iscrivono la possibilità di interscambi ed esperienze internazionali. «Ci sono diversi laureati che hanno scritto la tesi in Cina - argomenta ancora Diliberto - e c’è chi ha fatto il dottorato. Diciamo che c’è un costante interscambio». Non solo, all’orizzonte anche la possibilità di tirocini di alto livello. «Abbiamo siglato un protocollo d’intesa con lo studio legale internazionale Grandall per consentire ai nostri laureati di fare il praticantato da loro».

E poi le altre novità legate all’uso massiccio dei processi digitali che non interessano solamente l’università e la possibilità di seguire corsi o sostenere gli esami. «È chiaro che alla luce di quello che è successo e succederà a causa del coronavirus, si andrà verso una smaterializzazione. Succederà anche negli studi legali. Per questo motivo - conclude - confido di attivare una cattedra di diritto informatico».

All’università statale di Milano il percorso di giurisprudenza comprende tre indirizzi: magistrale a ciclo unico che consente l’accesso a magistratura, avvocatura o notariato un corso triennale in scienze giuridiche e un corso di laurea magistrale totalmente in inglese in Law and sustainable development.

«Si tratta di un corso innovativo dalla spiccata vocazione internazionale - spiega il coordinatore Cesare Pitea - che dopo cinque anni si rinnova e assume una veste formale diversa e diventa magistrale nella nuova classe in scienze giuridiche».

Il corso, come chiarisce il docente «eredita il vecchio corso in Law and sustainable develpment che ha avuto una percentuale di studenti stranieri superiori al 60 per cento provenienti da 5 continenti e da 40 stati differenti».

Magistrale in «criminologia»

Formare esperti che possano impiegare le conoscenze acquisite per lavorare ne campo della sicurezza e prevenzione del crimine.
È uno degli obiettivi del corso di laurea magistrale in scienze criminologiche per l’investigazione e la sicurezza che l’università di Bologna organizza nel campus di Forlì.
Il corso, come chiariscono all’ateneo «intende fornire ai propri laureati conoscenze che li rendano in grado di analizzare il crimine come fatto sociale e, pertanto, di inserirsi proficuamente negli ambiti della gestione della sicurezza, della prevenzione della vittimizzazione e dell’attività investigativa».

Per chi completa questo corso di studi «nel piano didattico, la criminologia e le scienze criminologiche, unitamente alle discipline sociologiche, vedranno la costante collaborazione delle discipline giuridiche, psicologiche, storiche ed il contributo delle scienze politiche ed economico-statistiche», diversi profili professionali. Da dirigente e componente di alto staff nell’area della sicurezza e della investigazione a funzionario nell’area della sicurezza e della investigazione, continuando con consulente nell’area della sicurezza e della investigazione ed esperto nell’analisi dei processi di vittimizzazione.

Quanto alle possibilità di impiego, dagli enti pubblici che operano nei settori della prevenzione del crimine e dell'investigazione ai centri di ricerca nell’area delle discipline criminologiche, delle politiche per la sicurezza. Oltre che nelle «istituzioni che prestino sul territorio servizi attinenti alla sicurezza di comunità», oppure «gruppi o particolari categorie connotate da marginalità o da maggiore vulnerabilità sociale».


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