Studenti e ricercatori

Cybersecurity e big data al centro dei nuovi corsi

di Davide Madeddu

Dalle professioni tradizionali al digitale, passando per l’analisi dei dati, sino ad arrivare a carriere manageriali con una finestra sugli scenari imprenditoriali ed economico finanziari internazionali. Programmi e opportunità che offrono i corsi di economia delle università italiane.

Direzione d’impresa

Internazionalizzazione e big data sono tra gli elementi caratterizzanti degli otto corsi di laurea (3 triennali e 5 magistrali) che compongono il dipartimento di economia Marco Biagi dell’università di Modena e Reggio Emilia. L’ateneo, come spiega Tommaso Fabbri, ordinario di organizzazione aziendale «accoglie ogni anno 1.000 nuovi studenti, di cui circa 630 nelle triennali in economia aziendale e management, economia e finanza, economia e marketing internazionale, che forniscono una preparazione utile sia all’assunzione in azienda sia al prosieguo degli studi».
Per quanto riguarda i corsi di laurea magistrale si passa da direzione d’impresa a consulenza finanziaria, continuando con international management (in inglese), per terminare con le professioni dell’economista e del policy maker (in inglese) e il management delle risorse umane - consulenza del lavoro.

Internazionalizzazione

Alla Luiss Guido Carli di Roma (tra lauree triennali e magistrali) si gioca la carta dell’internazionalizzazione oltre che quella dei big data e sfida digitale. L’università, come spiega il rettore Andrea Prencipe, «anche quest’anno ha consolidato la sua offerta formativa sull’internazionalizzazione dei processi di apprendimento, con nuove partnership avviate con università internazionali, in Europa e nel mondo».

Il panorama delle lauree triennali e magistrali a ciclo unico spazia dal corso di management and computer scienze interamente in inglese, al corso di economia e management (in italiano), continuando con il corso in inglese economics and business. A cavallo tra impresa e management e scienze politiche c’è global management and politics che prevede il percorso di double degree in global management and politics con la Nova School of Business and Economics – Portogallo. Corso interamente in inglese è quello di management. C’è poi gestione d’impresa, amministrazione finanza e controllo con gli indirizzi aziendale - professionale. E infine economia e finanza che si sviluppa in economics – finance - banche e intermediari finanziari.

Focus sui big data

Attenzione all’internazionalizzazione e al mondo dei big data anche all’università Bocconi di Milano dove, come chiarisce la direttrice della scuola universitaria Annalisa Prencipe «si conferma l’offerta formativa e si rinforzano nei piani studio le novità orientate al pensiero critico». Anche in questo caso faro sul mondo dei big data. E insegnamento per consentire agli studenti di «affrontare criticamente questa grande mole di dati che si ritrovano su tutto». Oltre che la capacità di analisi.

L’offerta dei corsi di laurea triennale prevede insegnamenti in italiano (economia aziendale e management, economia e finanza, economia e management per arte, cultura e comunicazione) e in inglese. Le lauree magistrali spaziano dal management all’economia aziendale, continuando con l’analisi dei big data. Anche in questo caso corsi in italiano e in inglese. Dopo lo stop alle lezioni in presenza (causa emergenza Covid-19) e l’avvio della sperimentazione a distanza, l’università si appresta per il prossimo anno a utilizzare una sorta di doppio binario (in presenza e a distanza).

Tra le novità il corso di laurea in mathematical and computing sciences for artificial intelligence che, come spiega la docente «si trova all’intersezione delle principali discipline scientifiche: matematica, informatica, fisica ed economia». E poi cyber risk strategy and governance, completamente in inglese. Uno strumento che come dice la prorettrice Antonella Carù «anche una volta superate le varie fasi dell’emergenza Covid 19 sarà più che mai indispensabile». Perché «sta infatti esplodendo il tema della cybersecurity e c’è grande bisogno di nuove competenze».


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