Studenti e ricercatori

«Salviamo la ricerca per salvare il pianeta»

di Redazione Scuola

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“Salviamo la ricerca per salvare il pianeta”: è questo lo slogan con cui i dottorandi e dottori di ricerca di Adi - Associazione dottorandi e dottori di ricerca in Italia sono scesi in piazza nella venerdì scorso. Insieme a colleghi e studenti hanno preso parte alle mobilitazioni per il clima lanciate dal movimento dei Fridays for Future nelle città di tutto il mondo, con l'obiettivo di porre al centro dell'attenzione un tema - quello della crisi climatica - che inizia a occupare il dibattito pubblico, ma fatica ad entrare con risolutezza nell'agenda politica del nostro Paese.

Venerdì, in occasione della Notte europea dei ricercatori, centinaia di studiosi da tutta Italia hanno deciso di dibattere di crisi climatica con il pubblico e lo hanno fatto portando fuori dalle mura delle università e dei laboratori i risultati delle proprie ricerche. «E' anche per questo che ci appelliamo alla politica, affinché affronti con determinazione il problema della sostenibilità del sistema universitario e della ricerca pubblica, mondi legati appunto a doppio filo al tema della sostenibilità ambientale», è scritto in un comunicato dell’Adi.

«Il nostro appello muove quindi dalla necessità di sviluppare appieno le potenzialità del sistema accademico nel contribuire a un processo di transizione e riconversione energetica, di acclimatamento infrastrutturale e di innovazione sociale. È necessario mettere in campo un ragionamento complessivo sulla sostenibilità del sistema economico, produttivo e sociale, che necessita di un cambio di rotta non più rimandabile».

Per l’Adi «è necessario assicurare anche la sostenibilità del sistema universitario e del mondo della ricerca che, vessati da anni di sottofinanziamento, arrancano sempre più, con pesanti conseguenze sul comparto nel suo complesso (forte sperequazione territoriale nella ripartizione delle risorse, assenza di edilizia universitaria a favore degli studenti, etc.) e sulle biografie di ricercatori e ricercatrici, troppo spesso segnate da esperienze di cronico precariato».

Proprio in questi giorni si discute del Documento di economia e finanza e delle prime misure del Green new deal italiano: per l’Adi un'occasione da non perdere. «Riteniamo necessario in questa fase proporre alle istituzioni europee di scorporare dal computo del rapporto deficit/Pil della manovra economica anche gli investimenti in università e ricerca - proprio affinché gli atenei e gli istituti di ricerca possano svolgere il loro fondamentale ruolo di trasformazione della società attraverso la conoscenza che producono - e ritiene fondamentale includere il sistema accademico tra gli attori interessati in un lungimirante piano di investimenti e riconversione energetica», conclude il comunicato..


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