Famiglie e studenti

Rientro a settembre, scuola attende risposte da Cts

di Redazione Scuola

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Il giorno dopo il quadro impietoso offerto dalla rilevazione Invalsi sui danni causati dalla Didattica a distanza negli ultimi due anni scolastici, il mondo della scuola, la politica e i sindacati fanno il punto della situazione per capire come è possibile rimediare ed anche per cercare di evitare agli studenti altri mesi in Dad alla ripresa dell’anno scolastico a settembre.

Le parole di Bianchi
«L’intenzione del ministero è stata sempre quella della scuola in presenza», ha detto il titolare dell’Istruzione Patrizio Bianchi in Senato, rispondendo al question time, e le sue parole sono state seguite da un applauso della platea dei senatori. «Quando si è avuta la seconda ondata pandemica abbiamo tenuto i bambini più piccoli a scuola e ridotto al minimo la dad. I dati Invalsi di ieri ci dimostrano che questo insistere sulla presenza ci ha dato ragione», ha aggiunto. Per il rientro a settembre, Bianchi ha chiarito che è in attesa del parere del Comitato tecnico scientifico. «Per quanto riguarda il piano vaccinale - ha detto -, io credo che questo giochi un ruolo fondamentale e siamo già molto avanti. Per il personale docente siamo prossimi all’80%, con differenze tra le Regioni. Io ovviamente - ha aggiunto - faccio appello perché tutti i ragazzi si possano vaccinare. E queste sono anche le considerazioni che noi abbiamo chiesto al CTS, dal quale stiamo attendendo l’atto definitivo».

Presidi e sindacati
Per l’Associazione nazionale presidi, guidata da Antonello Giannelli, bisogna «completare l’operazione di vaccinazione nel mondo della scuola, sia per quanto riguarda gli operatori scolastici, e ne mancano un numero secondo me più limitato dei duecentomila di cui si è parlato in questi giorni, sia fare un grosso sforzo per vaccinare i ragazzi, ove possibile, dai 12/13 anni in su». Per Pino Turi, che guida la Uil Scuola, «la valutazione politica generale in relazione alle misure di contrasto alla pandemia e quella legata alla tutela della salute pubblica deve portare a scelte chiare e non discriminatorie. Serve vaccinare tutti? Si faccia una legge che assegni un dovere giuridico oltre che civico». La Flc Cgil stigmatizza «la fase di stallo del governo e del ministero dell’Istruzione sulla scuola». La Cisl Scuola con Maddalena Gissi giudica inevitabili i risultati Invalsi «in un contesto segnato da lunghi periodi di sospensione delle attività in presenza, nei quali la didattica a distanza si è rivelata un rimedio solo parziale, nonostante il grande sforzo messo in atto dal mondo della scuola». Per la Gilda i dati emersi dal Rapporto Invalsi devono essere uno sprone ad evitare per il futuro la Dad.


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