Personale della scuola

Sette vie per uscire dal precariato e conquistare una cattedra fissa

di Eugenio Bruno e Claudio Tucci

Se tutte le strade portano a Roma, sette faranno conquistare, già da quest’anno, una cattedra fissa a scuola. È il risultato della lunga trattativa politica e tecnica che ha accompagnato l’esame del decreto Sostegni bis atteso in Aula alla Camera per il primo semaforo verde. Tra vecchie e nuove procedure il percorso di assunzioni e stabilizzazioni di precari storici, dopo il primo passaggio parlamentare, diventa ancora più ramificato. Immutato invece l’obiettivo a breve: coprire già a settembre quanti più posti possibili dei 112mila liberi e disponibili e ridurre i disagi del nuovo anno scolastico, il terzo dell’era Covid. Per farlo si attingerà a un bacino di oltre 670mila prof a tempo.

Le quattro strade originarie

La prima via per conquistare il ruolo è quella che prevede lo scorrimento delle graduatorie a esaurimento e quelle dei vecchi concorsi. Si parla di un totale di circa 22.500 unità. Il decreto Sostegni bis ha “sterilizzato” il rigido criterio 50-50, con la conseguenza quindi che si assumeranno tutti quelli ancora presenti in graduatoria. Insieme a loro, e veniamo al secondo canale, si immetteranno in ruolo (tutti in una volta sola) i 26.500 vincitori del concorso straordinario per medie e superiori in via di definzione. A queste due strade il testo di partenza del Sostegni bis ne ha aggiunta una terza: il concorso “light” nelle discipline Stem. I posti a bando sono 6.129 suddivisi fra le varie discipline - Fisica, Matematica, Matematica e Fisica, Matematica e Scienze, Scienze e Tecnologie informatiche -, con oltre 60mila candidati iscritti. La procedura è stata molto rapida: una prova scritta a risposta disciplinare multipla e una prova orale, poi si procederà con la graduatoria. È previsto il raddoppio dei compensi per i commissari se concludono tutto entro luglio. Le prove sono terminate la scorsa settimana, da quanto si apprende con tante bocciature.

Conclude il poker di interventi originari la mini-sanatoria di 18.500 precari storici, che porta all’assunzione a tempo determinato di docenti abilitati e specializzati presenti nella prima fascia Gps (Graduatorie provinciali per le supplenze) che abbiano, oltre al titolo, anche almeno 3 anni di servizio negli ultimi 10: alla fine dell’anno di formazione dovranno sostenere una prova di fronte a una commissione esterna alla scuola dove hanno prestato servizio.

Le tre aggiunte alla Camera

A loro volta, gli emendamenti al Dl Sostegni-bis a Montecitorio hanno aggiunto altre tre strade per giungere alla cattedra. La prima è un nuovo concorso straordinario, sui posti che residuano dalle prime 4 strade, riservato ai precari della seconda fascia Gps che hanno svolto tre anni di insegnamento negli ultimi cinque. Secondo le primissime stime si parla di 10-15mila soggetti. Si apre poi, e veniamo a un’altra opportunità nuova di zecca, relativa ai docenti di sostegno, a una procedura ad hoc che prevede il loro inserimento rapido (senza prove aggiuntive) purché in possesso del titolo di specializzazione entro il 31 luglio.

La settima e ultima strada è l’introduzione di una quota di riserva del 30% nei futuri concorsi a cattedra ordinari per coloro che hanno svolto, entro il termine di presentazione delle istanze di partecipazione alla selezione, un servizio nelle istituzioni scolastiche statali di almeno tre anni scolastici, anche non continuativi, nei dieci precedenti.

Secondo una primissima stima, con due delle nuove tre procedure (la riserva dei posti scatta su concorsi dopo settembre e quindi può avere effetto solo dal 2022/23) dovrebbe comportare un incremento della platea di “assunti” di circa 20mila unità, che si sommano ai 77mila già previsti dalle norme originarie. A quel punto le cattedre scoperte a settembre resterebbero 15mila. E il totale dei supplenti tornerebbe di nuovo sotto le 200mila unità. Un problema in meno in vista della riapertura.


© RIPRODUZIONE RISERVATA