Famiglie e studenti

Rusconi: «Se a settembre in Dad vuol dire che le istituzioni non hanno fatto nulla»

di Redazione Scuola

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«La Dad è un elemento di emergenza, è stato utile all’inizio della pandemia, ma pensare che di nuovo a settembre si inizi la scuola ancora in Dad significa che evidentemente la scuola interessa meno di altre situazioni e che le istituzioni in questo anno e mezzo non hanno fatto nulla». Lo afferma all’Adnkronos, Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale presidi Lazio, in merito al fatto che la scuola potrebbe ripartire non in presenza ma ancora in Dad.
«Constatiamo che le istituzioni preposte non si sono impegnate in questo anno e mezzo per cercare di risolvere una serie di problemi, dalle classi pollaio al movimento dei nostri ragazzi sui mezzi pubblici - ha aggiunto Rusconi - e che quindi tutto questo ci lascia perplessi e basiti non pensiamo evidentemente al futuro dei nostri giovani».
«Insomma qualora il Cts, come ha già fatto il 25 giugno, ribadisca che a settembre i ragazzi debbono essere distanziati con mascherina e così via, si dovranno avviare le scuole in Dad e non è proprio auspicabile», ha concluso Rusconi.


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