Famiglie e studenti

Figliuolo: dobbiamo convincere 215mila docenti a vaccinarsi

di Marzio Bartoloni e Marco Ludovico

Missione vaccini a scuola con la massima velocità. Il tema è diventato prioritario. «Dobbiamo cercare di convincere quei 215mila insegnanti e speriamo di arrivare almeno a 180-190mila vaccinati. Questo - ha sottolineato il commissario all’emergenza Francesco Figliuolo in visita all’hub vaccinale dell’Acea - ci permetterà di arrivare in sicurezza all’apertura delle scuole. Insegnanti e studenti, questi ultimi con la percentuale minore di vaccinazioni. L’urgenza di accelerare sulla scuola non arriva soltanto dal generale Figliuolo. «Dobbiamo tornare in presenza e stiamo tutti lavorando per questo - sottolinea il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi - abbiamo come obiettivo la presenza e dall’altra parte il fatto che siano tutti vaccinati». Sottolinea il ministro degli Affari Regionali Mariastella Gelmini a Radio24-IlSole24Ore: «Garantiremo l’avvio della scuola in sicurezza, i ministri Bianchi e Giovannini stanno lavorando, sto creando una sinergia molto forte con la Conferenza Stato Regioni». Al Cts-comitato tecnico scientifico del dicastero della Salute guidato da Roberto Speranza, la questione è sul tavolo. Compresa l’ipotesi, in via di sviluppo ma da consolidare e confermare, sull’obbligo di vaccinazione per studenti e insegnanti. Decisione politica ma con precedenti: chi accede alla scuola primaria deve fare una serie di vaccini; il personale sanitario è stato obbligato a fare la vaccinazione anti Covid-19. Già la politica è in fibrillazione. Enrico Letta (Pd) considera «non sbagliato» parlare di obbligo. Replica Giorgia Meloni (Fdi). «Stiamo scherzando? Ricordo a questa sinistra in preda a deliri d’onnipotenza che l’obbligo vaccinale non è previsto dalla nostra Costituzione e che l’Italia non è un regime totalitario».

La pressione sui vaccini per il mondo scolastico è comunque generalizzata: «Andremo casa per casa con unità mobili di personale sanitario e cercheremo di convincere tutti» ha spiegato la vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia Letizia Moratti. Fa notare Mario Rusconi, presidente dell’Anp (associazione nazionale presidi) del Lazio: «Apprezziamo queste dichiarazioni ma finora abbiamo visto molte contraddizioni e incertezze. Siamo a poche settimane dal nuovo anno scolastico, i punti fermi mancano tutti. Il disorientamento è grande e diffuso».

Figluolo ha reso noto che partirà nelle prossime ore una lettera alla Regioni per «incentivare con ogni mezzo» le somministrazioni. e riuscire a raggiungere almeno 180-190 mila docenti. Ci sono Regioni con alte percentuali di docenti senza vaccino:  la Sicilia, con il 43,58%, seguita da Alto Adige (38,53%), Sardegna (33,30%), Calabria (32,85%), Liguria (26,93%) e l’Umbria (25,27%). Ancora più bassi i numeri nella fascia 12-19 anni: su un totale di 4,6 milioni, 179mila hanno completato il ciclo vaccinale (il 3,87%) e 994mila hanno fatto la prima dose (il 21,48%) ma 3,8 milioni di ragazzi sono del tutto scoperti.

La vaccinazione con doppia dose è fondamentale anche perché le notizie che arrivano dall’Inghilterra dove ieri si sono contati quasi 29mila casi e da Israele - i due Paesi più avanti con le immunizzazioni - dicono che a contagiarsi sono anche i vaccinati a causa della variante Delta (secondo i dati israeliani il siero Pfizer è meno efficace del 30%), ma chi ha completato la vaccinazioni risulta protetto dalle forme più gravi che portano a ospedalizzazioni e decessi. Intanto in Italia i contagi non scendono più; ieri i casi sono stati 907 e in 8 Regioni la curva comincia a risalire, mentre i morti sono stati 24.


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