Famiglie e studenti

«Con i miei docenti siamo stati guerrieri in questi 16 mesi di pandemia. In estate è impensabile, vi spiego perchè»

di Maria Piera Ceci

Piano scuola estate. Secondo le anticipazioni del ministro dell'Istruzione Patrizio Bianchi sono stati 5.800 gli istituti che hanno presentato progetti per ricevere i finanziamenti. Entro venerdì scorso le scuole dovevano presentare i progetti, ma molte hanno rinunciato. Fra queste l'istituto comprensivo Russolillo di Napoli.
«Io e la mia squadra di insegnanti siamo stati guerrieri in questi 16 mesi di pandemia» - spiega a “Tutti a scuola” su Radio 24, la preside del Russolillo, Daniela Pes (qui il podcast https://bit.ly/3hLhiR2 ).
«Per 16 mesi non ci siamo fermati un secondo e i ragazzi non li abbiamo mollati un attimo. Quindi sentirci dire: recuperiamo in estate ciò non è stato fatto da noi non funziona. Abbiamo chiesto e ottenuto l'impossibile e anche in questa occasione abbiamo chiesto i finanziamenti Pon, che attiveremo senz'altro, ma da settembre. In estate è impensabile».

Eppure alcune scuole sono riuscite. Perché da voi no?
«Tante le ragioni, a cominciare dalle segreterie decurtate di personale. Noi abbiamo 5 assistenti amministrativi (non tutti di ruolo). A giugno e luglio ne rimangono tre, che ad agosto andranno in ferie. Sono da 14 anni a Pianura (quartiere di Napoli, ndr), senza direttore amministrativo: da sola dirigo tutto. In una realtà come la nostra dove si ha piacere a tenere a scuola i ragazzi anche in questo momento, bisogna rafforzare le scuole, aiutare i dirigenti che vogliono lavorare. Io non mi sono fermata davanti a nulla, però vado avanti da sola da 14 anni. In questo momento storico inoltre sia i prof che le famiglie sono abbastanza stanchi, dopo un periodo di lavoro 24 ore su 24 per 16 mesi. Questo è un territorio ad alta dispersione, noi abbiamo tenuto sott'occhio i ragazzi tutto l'anno, ora ci sarebbe bisogno che ci pensasse chi non ci ha pensato tutto l'anno. E poi vorremmo sapere a settembre come ricominciamo: i tracciamenti chi li farà durante l'estate?».

Un quartiere difficile quello su cui insiste la scuola Russolillo. Non c'è il rischio che i ragazzi finiscano per strada? Ragazzi che peraltro - lo dicono diversi studi - al Sud hanno perso più ore di scuola e hanno avuto un maggior numero di ore in didattica a distanza.
«Nella mia scuola sono venuti tutti, abbiamo rincorso gli studenti uno per uno e abbiamo ottenuto il cento per cento di presenze scolastiche. Purtroppo in una regione che è stata maggiormente a distanza, ma non ci possiamo prendere noi la responsabilità che in estate facciano altro. Deve pensarci la comunità nel suo complesso. E poi neanche le famiglie si sono mostrate interessate. I ragazzi hanno bisogno di fare altro in questo momento, così come le famiglie che sono state vicine ai loro figli per tutto l'anno. Anche in passato, quando abbiamo provato a coinvolgere i ragazzi in attività estive, fino al 30 giugno sono sempre venuti. Poi qui non è un problema di mare, ma le aule non sono climatizzate e fa veramente caldo, così come nei cortili assolati».


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