Famiglie e studenti

Baldaccini, preside a Sesto fiorentino: «Per settembre ho già classi da 30 studenti»

di Maria Piera Ceci

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Sette milioni e 600mila gli alunni che avrebbero dovuto tornare in classe ieri, giorno in cui sono scattate le nuove norme antiCovid.
In zona gialla e arancione tutti i ragazzi delle elementari e delle medie in classe, alle superiori presenza almeno al 70 per cento. In zona rossa superiori almeno al 50 per cento.

Ma nonostante i presidi abbiano fatto ricorso a tutta la loro fantasia, resta il nodo dei trasporti e in molte aule 25-28 studenti, con il distanziamento richiesto, proprio non ci stanno. Una scuola su cinque è in difficoltà a rispettare le nuove percentuali di didattica in presenza previste. In Campania hanno deciso dunque di restare al 50 per cento, in Lazio i dirigenti scolastici hanno tempo fino a venerdì per organizzarsi. In Puglia e Calabria sono le famiglie a decidere se mandare o meno i figli a scuola. A Bari, da un primo monitoraggio risulta che il 90 per cento circa dei ragazzi abbia deciso di continuare a seguire le lezioni in didattica a distanza. Regione virtuosa la Toscana, dove da tempo la Regione ha messo mano al piano trasporti.

«Un piano che sta funzionando. Sono stati incrementati i mezzi e gli steward controllano il flusso degli studenti, sia alle fermate dei bus, sia agli ingressi delle scuole, sia in entrata che in uscita» - ha spiegato a “Tutti a scuola”, su Radio 24, Silvia Baldaccini, dirigente scolastica Iiss Enriques Agnoletti di Sesto Fiorentino (qui il podcast https://bit.ly/2QWKh9h ).

Quindi nel suo istituto nessun problema?
«In accordo con prefettura e Ufficio scolastico regionale, abbiamo deciso di aprire al 70 per cento, quindi il minimo consentito dalla legge, perché è vero che i trasporti funzionano bene, ma sono stati testati al 50 per cento. Inoltre non tutte le scuole hanno aule sufficientemente capienti per classi numerose. Anche io ho questo problema nel mio istituto, ma sono riuscita a raggiungere il 70 per cento richiesto, grazie alle turnazioni. Per un periodo dell'anno siamo riusciti ad arrivare anche al 75 per cento».

Studenti con classi troppo piccole per contenerli tutti. Un problema di questo nuovo inizio scolastico, ma soprattutto un problema che si riproporrà in tutta la sua drammaticità a settembre. Sindacati e i dirigenti scolastici stanno già lanciando l'allarme: a settembre siamo da capo.
«Ci sono problemi strutturali di edilizia - un problema della scuola ormai atavico - e devono essere fatti interventi urgenti. Ora finiamo l'anno scolastico al meglio, ma dobbiamo concentrarci sul prossimo settembre: su trasporti, edilizia e organici. Io ho già classi da 30 ragazzi nelle prime del prossimo anno scolastico».


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