Famiglie e studenti

Superiori in classe al 100% in zona gialla e arancione, fino alla terza media in rossa

di Claudio Tucci

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Il governo ci riprova, e dal 26 aprile è pronto a riportare in presenza al 100% tutti gli studenti, compresi quelli delle superiori, nelle aree gialle e arancioni. Anche in zona rossa si allenta un po’ la stretta: tutti in classe fino alla terza media, per le secondarie di secondo grado invece il rientro tra i banchi si porta al 50%.

L’obiettivo dell’intervento, che confluirà in un prossimo provvedimento normativo, lo hanno sintetizzato il premier, Mario Draghi, e il ministro della Salute, Roberto Speranza, ieri in conferenza stampa a palazzo Chigi: consentire a quasi tutti i circa 8,5 milioni di alunni di poter trascorrere un mese, o poco più, in classe, e quindi assaggiare un primo ritorno alla normalità, dopo ormai quasi due anni scolastici trascorsi in prevalenza “da remoto”. Soddisfatto anche il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi: «Con questa decisione - ha aggiunto - mandiamo un messaggio di speranza e di responsabilità. Nei prossimi giorni lavoreremo con i nostri uffici territoriali, gli enti locali, le scuole, i tavoli prefettizi».

Ma l’intenzione di massima dell’esecutivo rischia di scontrarsi, tuttavia, con i problemi e le difficoltà che gli istituti vivono dallo scorso settembre, e che non si esauriscono nel solo trasporto pubblico, dove il premier Draghi ha ricordato l’investimento di 390 milioni di euro (in parte però ancora da assegnare agli enti territoriali) e le limitazioni alla capienza sui mezzi (50%).

Al netto del rebus trasporti, che rappresenta un nodo importante e in larga parte irrisolto, occorrerà affrontare in una manciata di giorni poi il tema degli spazi: un ritorno massiccio al 100% in molte regioni creerà infatti non pochi ostacoli agli istituti superiori (diversi presidi ipotizzano già doppi turni per gli alunni). C’è poi «lo screening tramite tamponi veloci, ma non abbiamo avuto ancora novità - ha evidenziato Antonello Giannelli, a capo dell’Anp, l’Associazione nazionale presidi -. Tutti auspichiamo la riapertura ma il tema è la fattibilità, non abbiamo informazioni che le condizioni vi siano».

Sempre sulla scuola, è in arrivo anche un’altra novità. Per la prima volta, gli scrutini potrebbero essere anticipati al 1° giugno, quindi prima del termine delle lezioni, che in base ai calendari regionali quest’anno è fissato tra il 5 e il 12 giugno. A prevedere l’anticipo degli scrutini (e in buona sostanza della scuola) è un’ordinanza dell’Istruzione all’esame del Consiglio superiore della Pubblica istruzione (Cspi). L’anticipo degli scrutini, secondo quanto si apprende, servirebbe a programmare poi i corsi per il recupero degli apprendimenti, nelle modalità “aperte” anche a territori e terzo settore, ipotizzati nelle scorse settimane dal governo, e che dovrebbero - anche qui il condizionale è d’obbligo - andare avanti per tutta l’estate.


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