Famiglie e studenti

Gli hacker non risparmiano le piattaforme per la Dad

di Redazione Scuola

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Anche la scuola è esposta a rischi informatici, su tutti il problema degli attacchi hacker. Come riporta il sito Skuola.net, una ricerca condotta negli ultimi mesi da Kaspersky - azienda informatica attiva nel settore della cybersecurity - ha fatto emergere un vero e proprio boom di segnalazioni legate alle piattaforme usate per l'e-learning.

I cyber-criminali puntano le piattaforme di videochat. Già tra gennaio è giugno 2020, ovvero nella prima fase di didattica a distanza generalizzata, il numero totale di utenti vittima di minacce diffuse sfruttando questi strumenti era stato di 168.550, in aumento del 20.455% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Gli esperti, però, hanno scoperto che questo numero ha continuato a crescere ulteriormente nella seconda parte dell'anno: da luglio 2020 a gennaio 2021, il numero di utenti colpito da queste minacce ha raggiunto quota 270.171, con una crescita di circa il 60% rispetto alla prima metà del 2020.

Come prevedibile, le piattaforme più colpite sono anche le più sfruttate da docenti e studenti per le video-lezioni: al primo posto si trova Zoom, seguita da Moodle e da Google Meet.

L'unica piattaforma che dall'indagine effettuata è risultata abbastanza estranea a questo tipo di incursioni esterne è stata Google Classroom.

La ricerca di Kaspersky, inoltre, ha rivelato la natura degli attacchi, che fondamentalmente è di due tipi: nel 98% dei casi si tratta infatti di adware e riskware.

Nel gergo tecnico informatico, con adware si indica una moltiplicazione continua di annunci pubblicitari indesiderati.

Mentre il riskware rappresenta un pericolo più insidioso per la sicurezza dei dati personali presenti sul proprio computer e si sostanzia in dei file che, una volta incautamente installati, riescono ad eseguire azioni sul Pc senza il consenso dell'utente.


© RIPRODUZIONE RISERVATA