Famiglie e studenti

Video o film per le spiegazioni, versioni diverse per le verifiche

di Mariafrancesca Sgandurra

L’insegnamento delle lingue classiche sembrerebbe ricevere un colpo mortale dalla sospensione delle lezioni in presenza. L’apprendimento del Latino e del Greco è connotato, infatti, da un’impostazione laboratoriale apparentemente impossibile da riprodurre tramite la didattica digitale integrata.

Il nuovo contesto corre il rischio di limitare la dialettica insegnante/alunno, rendendo più superficiale e meno efficace l’assimilazione dei contenuti e delle metodologie da parte degli studenti. Le problematiche che si evidenziano, tuttavia, possono rappresentare un proficuo stimolo per ripensare alla didattica del Latino e del Greco come didattica per competenze. A tale scopo sarà certamente più opportuno non tentare a tutti i costi di riprodurre modalità tradizionali di insegnamento, ma finalizzare l’azione educativa nel nuovo ambiente di apprendimento per suscitare l’interesse degli alunni piuttosto che tenerli rigidamente, e invano, sotto controllo.

La spiegazione

Non è certo il momento della spiegazione la fase più problematica della didattica delle lingue classiche a distanza: qualsiasi piattaforma utilizzata offre la possibilità di svolgere una videolezione efficace tramite l’utilizzo di numerose applicazioni. Si pensi alla presentazione del proprio schermo con sintesi, esempi e mappe di supporto alla spiegazione, o all’utilizzo di una tavoletta grafica, che simula perfettamente la lavagna. Il docente può utilizzare, inoltre, i contenuti digitali delle case editrici, o fare ricorso alle numerosissime biblioteche digitali di testi latini e greci - fra tutte basti ricordare il Perseus Project - oppure ancora può attingere a siti che offrono materiali didattici – come, ad esempio, http://www.poesialatina.it che contiene un ampio repertorio di testi latini e greci, alcuni dei quali interattivi, corredati di un’analisi morfologica, sintattica, retorica e metrica. Durante la spiegazione sarà di primaria importanza ricercare continuamente l’interazione con gli studenti, interpellandoli costantemente, anche, semplicemente, chiedendo loro di ripetere quanto appena detto nella videolezione. L’intensificazione dell’interazione, infatti, è l’unico mezzo per colmare, anche solo parzialmente, quella distanza fisica che porta gli alunni alla distrazione.

La verifica

La verifica degli apprendimenti rappresenta senza dubbio la questione più spinosa della didattica digitale integrata del Latino e del Greco. La criticità dipende dall’impossibilità di riproporre la modalità di verifica tradizionale della versione, prova d’elezione per valutare non solo il riconoscimento delle strutture morfosintattiche delle lingue classiche, ma, soprattutto, la capacità di comprendere e interpretare il messaggio degli antichi. La presenza della quasi totalità dei testi tradotti nel web deve spingere a ricercare altre modalità di verifica degli obiettivi di apprendimento, tali da mettere in primo piano le competenze e non i contenuti, facilmente e velocemente accessibili dagli studenti con un click. Si consiglia, quindi, di privilegiare l’analisi di testi in lingua, richiedendo agli alunni l’individuazione delle strutture morfosintattiche e l’esternazione del ragionamento e del processo cognitivo che sono alla base della traduzione.

La verifica della competenza traduttiva, che possibilmente si servirà di frasi rimaneggiate e il più possibile differenziate, che potranno essere assegnate individualmente agli alunni tramite Moduli Google, dovrà sempre chiedere conto del perché. Nel secondo biennio e nell’ultimo anno del corso di studi potrebbe risultare utile usare il metodo della traduzione contrastiva per consolidare e valutare la consapevolezza degli studenti. Per gli approfondimenti tematici può rivelarsi efficace la metodologia didattica della flipped classroom, la classe capovolta che inverte il tradizionale schema di insegnamento/apprendimento, rendendo gli alunni protagonisti e stimolando il dibattito. Occasione di discussione e confronto fra gli studenti potrà essere fornita dall’assegnazione, come compito, della visione di una rappresentazione teatrale o di un riadattamento cinematografico di un’opera drammatica della letteratura greca o latina, facilmente reperibili nel web.

Il recupero e il potenziamento

Una metodologia didattica che può portare a ottenere buoni risultati nella personalizzazione dei percorsi di apprendimento è la divisione della classe in due o più gruppi per l’attività di recupero e potenziamento. L’ideale sarebbe disporre della collaborazione di un docente di potenziamento della propria disciplina e dividere la classe in due gruppi di livello, in modo che un docente possa dedicarsi a recuperare gli studenti che presentano maggiori fragilità e l’altro a consolidare le competenze di quegli alunni che partono da un livello di preparazione discreto.

In mancanza del supporto di un collega della propria disciplina si può sperimentare una modalità di tutoraggio peer-to-peer, affidando agli alunni più preparati due o tre compagni con maggiori difficoltà e assegnando un compito da svolgere insieme. Un’attività del genere, facilmente realizzabile tramite la recente applicazione di GSuite che permette di distribuire diversi gruppi di lavoro in stanze virtuali, concorre al successo formativo perché, promuovendo il cooperative learning, opera su un duplice piano: consolida le competenze degli alunni più preparati, che devono sperimentare nuove strategie e approfondire i contenuti appresi per essere in grado di spiegarli ai compagni; recupera gli alunni più fragili, che nel confronto fra pari possono avere un’opportunità alternativa per mettere a nudo e colmare le proprie carenze.


© RIPRODUZIONE RISERVATA