Famiglie e studenti

Materiali di riuso e App per ricreare un laboratorio a distanza

di Laura De Biaggi

Insegno matematica e fisica e amo la mia professione che è fatta di passione, di conoscenza, di innovazione costante, di sguardi e di interazione umana. Sono sempre stata affascinata dalle tecnologie digitali, dal loro uso a scopo didattico e come utile canale di comunicazione con le nuove generazioni che nascono nel digitale e crescono accompagnati da questo. Per questo ho sempre sperimentato e utilizzato le tecnologie nell’insegnamento della matematica e della fisica nelle mie classi. Incuriosire e rendere stimolante e accessibile l’approccio a discipline - che vengono spesso considerate complesse e difficili - è la mia sfida quotidiana, insieme a quella per la parità di genere nelle Stem, contro stereotipi ormai davvero fuori luogo e tempo. Tutto ciò diventa più semplice grazie a metodologie didattiche che utilizzano anche il digitale per sviluppare e potenziare la vivacità intellettuale, la fantasia, la capacità di saper giocare, il gusto per l’astrazione e la creatività degli studenti.

La didattica a distanza ha richiesto nuove idee e approcci ancora più interattivi e coinvolgenti con le mie classi perché “la dad non è la lezione in classe ripetuta davanti alla webcam”. È innegabile che l’assenza di interazione fisica nella Dad rimuove molti elementi della comunicazione non verbale come il gesticolare tipico della cultura italiana o anche solo la possibilità di guardare uno ad uno con più attenzione i ragazzi. È stato quindi necessario percorrere vie alternative, ripensare gli argomenti, scardinare alcune abitudini per arrivare nella loro mente e nel loro cuore avendo come obiettivo l’apprendimento e il sentirsi appartenenti al gruppo. Ho quindi utilizzato tutte le strategie che permettono di mettere lo studente al centro del processo di apprendimento:la classe capovolta, i compiti di realtà, le sfide, il “peer to peer learning”, i lavori di gruppo, la “gamification”.

L’impatto sulla fisica...

Per l’insegnamento della fisica ho privilegiato e ritenuto molto efficaci i compiti di realtà e le sfide. In una classe terza, ad esempio, ho creato “le stanze delle idee” all’interno della nostra aula virtuale dove gli studenti a gruppi (il gruppo Einstein, Feynman, Newton, Curie) hanno lavorato per preparare, in un ipotetico scenario, una convincente presentazione sul risparmio energetico intervenendo sui trasporti. Il laboratorio di fisica in presenza, preziosissimo ambiente di ricerca e sperimentazione, è stato ripensato a distanza insieme ai colleghi utilizzando materiali poveri e le App presenti sugli smartphone. È così che i ragazzi sperimentano a casa e condividono le loro esperienze attraverso video o piattaforme multimediali. Ad esempio con una semplice pallina antistress e una stringa delle scarpe abbiamo costruito un pendolo semplice. Facendolo oscillare sopra il sensore di prossimità di uno smartphone abbiamo così misurato il periodo del pendolo stesso. Galileo avrebbe sicuramente apprezzato… e forse anche MacGyver.

...e sulla matematica

Per matematica, in diversi casi, grazie alla classe capovolta ho fornito videolezioni e materiali introduttivi in modalità asincrona (pubblicata sulla classe virtuale e fruita in autonomia dagli studenti). A questo è seguita una fase in cui, gli studenti hanno prodotto un artefatto digitale come una presentazione o un’animazione con software di geometria dinamica mostrandola alla classe durante una lezione sincrona.

Un’altra interessante attività è stata l’escape room virtuale. Ho diviso la classe in due squadre; ogni squadra doveva creare una serie di esercizi matematici e usarli come quiz di una escape room. La room veniva poi assegnata all’altra squadra, che doveva risolverla in una gara contro il tempo.

Le App a disposizione

Un approfondimento lo meritano senz’altro alcune specifiche App che ho utilizzato. Il web offre tantissime risorse per la didattica digitale e molte di esse sono gratuite e in continua evoluzione. Non esiste un'app che fa tutto ovviamente e ne ho scelte diverse per semplicità di utilizzo sia per me sia per i miei studenti e per le loro possibilità di condivisione e collaborazione. Ho usato, ad esempio, per le presentazioni interattive Pear Deck e Nearpod; per i quiz Kahoot, Google Moduli e Questbase; per attività interattive in tempo reale Mentimeter; come ambienti di simulazione le piattaforme Phet Colorado, WolphramAlfa; come software di geometria dinamica GeoGebra; per la gamification Learning Apps e Genially.

Il digitale mi ha permesso di andare oltre le consuete lezioni e di creare dei momenti di informazione e stimolo nell’ottica di un’educazione informale e di una scuola diffusa. Ai colleghi della mia scuola ho quindi proposto, come animatrice digitale, di creare il Dalla Chiesa Channel, un luogo virtuale dove studenti, docenti ed esperti hanno affrontato e approfondito temi attuali. Sono nate delle serate come “Quando la scienza è donna”, “I mercati finanziari ai tempi del coronavirus”, “Con le quattro operazioni descriviamo un'epidemia”, “La grande letteratura del Novecento raccontata dai nostri studenti”, “Dalla via smarrita fino a rivedere le stelle”.

Pur nella difficoltà e nell'eccezionalità di questo periodo, l’insegnamento si conferma una professione dove ci si può reinventare ogni giorno per restare al passo con i tempi e anzi essere all'avanguardia. Sono convinta, inoltre, che questa esperienza non si esaurirà con il ritorno alla normalità, ma sarà la base su cui progettare una nuova scuola ancora più entusiasmante e inclusiva.


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