Famiglie e studenti

La proposta di una preside: «Le scuole riaprano un giorno prima delle sale Bingo»

di Maria Piera Ceci

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Il 25 novembre si unirà alla protesta dei suoi studenti e piazzerà cattedra e pc in cortile per fare didattica a distanza insieme a professori e ragazzi. Giovanna Mezzatesta, dirigente scolastica del liceo Bottoni di Milano, chiede che le scuole siano riaperte, che ai ragazzi sia garantito il diritto all'istruzione.
«Nella scuola ci sono le condizioni di sicurezza» - spiega Mezzatesta a “Tutti a scuola”. «Abbiamo fatto un sondaggio e la maggior parte dei ragazzi raggiunge il mio istituto a piedi o in bicicletta. Dico che dovremmo riaprire le scuole un giorno prima delle sale Bingo. Ci sembra assurdo che con il 3 dicembre si riaprano una serie di cose, si consenta di fare lo shopping natalizio, ma le scuole restino chiuse. La mia preoccupazione è che riapra tutto il resto a dicembre, nel periodo di Natale, e che poi dicano: 'C'è un altro picco, le scuole superiori rimangono a distanza».
Mezzatesta spiega poi perché a suo parere quella da casa, per come viene fatta, non è vera scuola. «La scuola deve fornire istruzione e formazione, non solo informazione. Un mio giovane insegnante mi ha detto: 'Io voglio fare lezione, non voglio fare Superquark'. La didattica a distanza, così come viene impostata, diventa Superquark, una conferenza. Bisognerebbe rivedere tutta la didattica digitale integrata, come è piaciuto chiamarla in questi mesi. Forse se avessimo fatto meno proclami e meno dichiarazioni sui termini e più lavoro sostanziale per esempio sui trasporti...».


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