Famiglie e studenti

Un caso di contagio da solo non basta a chiudere la scuola

di Claudio Tucci

Se uno studente, a scuola, mostra i sintomi di coronavirus va isolato e assistito da un adulto con la mascherina. I genitori dovranno essere subito avvisati; una volta a casa si contatterà il pediatra o il medico di famiglia. Se il test è positivo, il dipartimento di prevenzione della Asl valuterà le decisioni da prendere: si potrà prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come “contatti stretti”. La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità. Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata.

Sono queste le principali indicazioni contenute nel documento tecnico messo a punto, dopo Ferragosto, da Istituto superiore di sanità, ministeri della Salute e dell’Istruzione, Fondazione Bruno Kessler, regioni Veneto ed Emilia-Romagna, che contiene le prime (e per ora uniche) indicazioni operative a scuole e famiglie per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 negli istituti, infanzia compresa.

Le raccomandazioni sono quelle di identificare un referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato (ci sarà tempo fino a metà dicembre), di tenere un registro degli eventuali contatti tra alunni e/o personale di classi diverse, di richiedere la collaborazione dei genitori per misurare ogni giorno la temperatura del bambino e segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al Covid-19.

Il tema delle assenze “sospette” è molto importante: il referente scolastico per il Covid-19 dovrà comunicare al dipartimento di prevenzione se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe (ad esempio, 40%; il valore terrà conto anche della situazione delle altre classi) o di insegnanti.

In caso di studente contagiato, sempre il referente scolastico Covid-19 fornirà al dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe e degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato.

Lo studente positivo rientra a scuola solo quando c’è la guarigione clinica, vale a dire la totale assenza di sintomi. Qui si raccomanda un reale coinvolgimento di medici di famiglia e pediatri. La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento. «La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese - ha spiegato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro –. Pertanto, in una prospettiva di possibile circolazione del virus ora e e nei prossimi mesi, è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza».

La mascherina resta obbligatoria dai sei anni in su, se non c’è il distanziamento; nella scuola dell’infanzia, quindi, le misure di prevenzione (mantenimento di almeno un metro e l’uso di mascherine) non sono applicabili. Per questo motivo, per la fascia 0-6 anni si finisce per raccomandare solo una didattica a piccoli gruppi stabili (sia per i bambini che per gli educatori). Particolare attenzione è rivolta agli alunni con fragilità, che non possono indossare la mascherina o che hanno una situazione che li pone a maggior rischio. Per loro, sarà necessario adottare misure idonee a garantire la prevenzione della possibile diffusione del virus Sars-CoV-2 e un accesso prioritario a eventuali screening/test diagnostici. In sintesi: il pediatra certifica la problematica, il referente Covid-19 interno alla scuola valuta di concerto con il dipartimento di prevenzione della Asl dedicato cosa sia più opportuno fare.


© RIPRODUZIONE RISERVATA