Famiglie e studenti

Tar respinge la richiesta di sospensiva presentata da Azzolina e Speranza contro l’ordinanza del Piemonte

di Redazione Scuola

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“L'istruzione si organizza…”Ritorno in classe/1. No alla domanda che chiedeva il blocco della delibera con cui il governatore Alberto Cirio impone alle scuole piemontesi di verificare la temperatura degli studenti all’inizio delle lezioni.


Il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva d'urgenza, chiesta dai ministri Azzolina e Speranza, della delibera con cui il governatore Alberto Cirio impone alle scuole piemontesi di verificare la temperatura degli studenti all'inizio delle lezioni.

Le scuole continueranno dunque a misurare la febbre agli studenti, in Piemonte, almeno fino al 14 ottobre, quando la causa sarà discussa in Camera di Consiglio. La decisione di respingere la sospensiva, secondo quanto si apprende, si basa sul fatto che l'ordinanza regionale non sovverte quanto stabilito dallo Stato, ma lo integra. Per i giudici amministrativi, sempre secondo quanto si apprende, il rischio sanitario era comunque tale da giustificare provvedimenti straordinari.

Sospendere il decreto regionale che impone alle scuole di verificare la temperatura degli studenti prima delle lezioni «comporterebbe una riduzione del livello di tutela dal contagio presso gli istituti scolastici piemontesi». Lo scrive il presidente del Tar del Piemonte, Vincenzo Salamone, nel decreto cautelare 446/2020 respingendo la domanda di adozione di misura cautelare monocratica del governo.

«Senza le misure regionali di cui al decreto impugnato, resterebbe solo la norma statale con il suo invito a “coinvolgere” le famiglie nel controllo della temperatura dei bambini, non assistito da alcun meccanismo concreto di verifica - aggiunge il presidente del Tar del Piemonte - e le scuole non sarebbero tenute a verificare che gli studenti presenti negli istituti non siano effettivamente portatori di sintomi con gravi rischi di diffusione dell'infezione».


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