Famiglie e studenti

Pronti 400 milioni per la banda ultralarga in 42mila scuole

di Andrea Biondi

Problemi

«Mi si è stretto il cuore guardando la foto di quel ragazzo che ogni mattina si incammina e fa un chilometro per trovare un posto dove poter seguire le lezioni online perché a casa sua non c’è segnale». L’ad di Tim, Luigi Gubitosi, la storia di Giulio, 12 anni, di Scansano in piena Maremma toscana l’aveva esposta così nel corso dell’audizione (in videoconferenza) con i deputati della commissione Trasporti l’8 aprile.

Lo stress test del Covid-19

È una storia limite, ma il Covid-19 oltre a essere stato uno stress test per il sistema digitale e delle comunicazioni, che «nel complesso hanno dato prova di saper reagire alla situazione eccezionale», ha rappresentato anche un formidabile catalizzatore di deficit e disuguaglianze «già esistenti», che rischiano di «esacerbarsi nel prossimo futuro». A scrivere queste parole è stata l’Agcom, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni in un allegato ad hoc alla Relazione annuale diffusa a inizio luglio. Durante l’emergenza coronavirus, ha specificato l’Autorità, «il 12,7% degli studenti italiani non ha usufruito della didattica a distanza, dati inaccettabili per una democrazia evoluta». Parole pesanti come pietre, accompagnate dai risultati di un sondaggio da cui è emerso che 25 ragazzi su 100 hanno avuto problemi nelle velocità di connessione; 19 su 100 hanno segnalato che non tutta la classe ha partecipato alle lezioni a distanza; quasi 10 su 100 hanno lamentato la mancanza di dispositivi idonei.

Il tema del divario digitale in Italia è presente da tempo ed evidenziato, ogni anno, dall’indice Desi stilato dalla Commissione Ue che mette a confronto lo stato di salute digitale dei Paesi. Nel 2019 (ultimo dato disponibile) l’Italia era 25esima su 28 (compreso il Regno Unito quindi). Il dato generale è un mix di tante cose, compresi skill e competenze digitali su cui l’Italia è profondamente indietro

La connettività nelle scuole

La fotografia della dotazione infrastrutturale delle scuole evidenzia tutta la necessità di cambiare passo, anche e soprattutto per rispondere alle sfide dell’insegnamento a distanza che proprio l’emergenza Covid ha messo fra le priorità in agenda. Agcom, nel descrivere lo stato della connettività degli edifici scolastici in Italia, ha rilevato che su 75.361 edifici scolastici censiti il 42% risulta coperto da servizi a banda ultralarga basati su reti Fttc (fiber-to-the-cabinet, fino all'armadio e poi rame) potenziato, in grado quindi di fornire prestazioni teoriche superiori ai 100 Mbps (Megabit al secondo); il 18% in Fttc (30 Mbps), il 17% ha l’Adsl e il 6% risulta senza corrispondenze. Per quanto riguarda l’Ftth (fibra fino a casa che può permettere di guardare al Giga), la percentuale si ferma al 17%: meno di un quinto degli edifici.

Gli interventi

È all’interno di questo contesto che va letto l’intervento che il Governo ha previsto per potenziare la connettività delle scuole. A disposizione ci sono oltre 400 milioni previsti nel Piano Scuola. Il totale delle sedi scolastiche coinvolte è superiore a 32mila e, si legge sul sito del Ministero dello Sviluppo economico, «saranno connessi con banda ultralarga (fino a 1Gbps, con 100 Mbps garantiti). In particolare, il piano prevede il collegamento di tutti gli edifici delle scuole medie e superiori su tutto il territorio nazionale e, nelle “aree bianche”, anche il collegamento di tutti i plessi delle scuole primarie e dell’infanzia». I fondi del Piano scuola serviranno per coprire i costi strutturali per portare la banda ultralarga nelle istituzioni scolastiche e per coprire i costi di connettività per 5 anni. Accanto c’è tutto il capitolo dei voucher per le famiglie che saranno, invece, di due tipologie: un contributo massimo da 200 euro per connessioni veloci e un contributo massimo da 500 euro (per Isee, Indicatori della situazione economica equivalente sotto i 20mila euro) per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc. A disposizione ci sono 200 milioni. Fra istituti e famiglie è lì che ci si affida per far andare tutto liscio nella fase 2 della scuola. Che sulla possibilità di garantire adeguate attività in remoto gioca la sua partita decisiva, anche se la più incerta.


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