Famiglie e studenti

«Così abbiamo salvato le lezioni nei laboratori»

di Claudio Tucci

«La scuola che dirigo, l’istituto professionale alberghiero «Aurelio Saffi» di Firenze, circa 900 studenti, presenta numerose criticità in relazione alla logistica soprattutto perché le aule sono distribuite su tre plessi distanti tra loro e i laboratori professionalizzanti sono concentrati nella sede e insufficienti a garantire lo svolgimento delle lezioni pratiche con il distanziamento previsto dalle norme anti-Covid-19. D’altra parte - ha spiegato la preside, Francesca Lascialfari - le lezioni di laboratorio rappresentano il punto di forza della nostra scuola e, come si può ben comprendere, non sono sostituibili con lezioni a distanza».

E quindi, cosa avete fatto?

Si è provveduto a pianificare un orario delle lezioni di materie professionali che consentisse di utilizzare contemporaneamente due laboratori, suddividendo in due sottogruppi la classe. I due laboratori sono in collegamento mediante un avanzato sistema audio video che consenta a tutti gli studenti di seguire la lezione impartita dal docente titolare rispettando il distanziamento. Naturalmente, questo comporta l'esigenza di organico aggiuntivo per tutte quelle classi per le quali i laboratori sono incapienti: stiamo attendendo le determinazioni dell’Usr.

E per le aule?

Per quanto riguarda le aule tradizionali, si sono resi necessari alcuni interventi di edilizia leggera, in raccordo con gli uffici tecnici di Città Metropolitana, quali l’abbattimento di alcune pareti per l’ampliamento di aule e il ripristino di un’area esterna che sarà attrezzata come uno spazio didattico aggiuntivo all’aperto da utilizzare con condizioni meteo favorevoli. Con questi accorgimenti, accoglieremo a scuola tutti gli studenti, garantendo loro il totale delle ore di lezione settimanali e proponendo nuovi spazi per una didattica innovativa e, ci auguriamo, stimolante.

Tpl e orari si “adatteranno”?

Come già accade da tanti anni, prevediamo un giorno alla settimana in cui le classi (fatta eccezione per le prime) sono impegnate fino al pomeriggio. Ciò ci ha consentito di venire incontro alla necessità di scaglionare ingressi e uscite. Nonostante questa e altre iniziative proposte dalle singole scuole nella loro autonomia, il Tpl sarà in sofferenza. Sebbene 15 classi su 46 entreranno in orari diversi, e distanziati di almeno un’ora gli uni dagli altri, prevedo che circa 100 gli studenti che non saranno accolti a bordo dei mezzi pubblici, sarebbero stati ben 300 senza un deciso intervento sugli orari.


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