Famiglie e studenti

Scuola, a casa chi ha sintomi La Asl deciderà la quarantena

di Claudio Tucci

Se uno studente, a scuola, mostra i sintomi di coronavirus andrà isolato e assistito da un adulto con la mascherina. I genitori dovranno essere subito avvisati; una volta a casa si contatterà il pediatra o il medico di famiglia. Se il test è positivo, il dipartimento di prevenzione della Asl valuterà le decisioni da prendere: si potrà prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti. La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità. Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata.

È arrivato ieri il documento tecnico messo a punto da Iss, ministeri della Salute e dell’Istruzione, Fondazione Bruno Kessler, regioni Veneto ed Emilia-Romagna, che contiene le prime indicazioni operative a scuole e famiglie per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 negli istituti, infanzia compresa. Dopo giorni di limature tecniche e un crescendo di tensioni politiche interne alla maggioranza. Con la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina che assicura il rientro a scuola il 14 settembre e si scontra con i sindacati accusati di fare “sabotaggio” sulla ripartenza e il Pd che prende le distanze e invita a non alimentare divisioni (si veda servizio a pagina 6).

Le raccomandazioni principali sono quelle di identificare un referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato (si partirà dal 28 agosto), di tenere un registro degli eventuali contatti tra alunni e/o personale di classi diverse, di richiedere la collaborazione dei genitori per misurare ogni giorno la temperatura del bambino e segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al Covid-19.

Il tema delle assenze “sospette” è molto importante: il referente scolastico per il Covid-19 dovrà comunicare al dipartimento di prevenzione se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe (ad esempio, 40%; il valore terrà conto anche della situazione delle altre classi) o di insegnanti.

In caso di studente contagiato, sempre il referente scolastico Covid-19 fornirà al dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe e degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato.

Lo studente positivo rientra a scuola solo quando c’è la guarigione clinica, vale a dire la totale assenza di sintomi. La conferma di avvenuta guarigione prevede l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento.

«La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese - ha spiegato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro –. Pertanto, in una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi, è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza».

La mascherina resta obbligatoria dai sei anni in su, se non c’è il distanziamento; nella scuola dell’infanzia, quindi, le misure di prevenzione (mantenimento di almeno un metro e l’uso di mascherine) non sono applicabili. Per questo motivo, per la fascia 0-6 anni si finisce per raccomandare solo una didattica a piccoli gruppi stabili (sia per i bambini che per gli educatori).

Particolare attenzione è rivolta agli alunni con fragilità, che non possono indossare la mascherina o che hanno una situazione che li pone a maggior rischio. Per loro, sarà necessario adottare misure idonee a garantire la prevenzione della possibile diffusione del virus SARS-CoV-2 e un accesso prioritario a eventuali screening/test diagnostici.

Le 25 pagine di documento tecnico si concludono evidenziando due nodi, delicati. Il primo, i docenti in quarantena. In questi casi, è scritto, «bisognerà individuare un meccanismo affinché possano continuare a svolgere regolarmente la didattica a distanza, compatibilmente con il loro stato di lavoratori in quarantena». Il secondo, è il rientro a scuola dopo sospetto o conferma di Covid-19. Che anche qui, andrà regolamentato, coinvolgendo medici di famiglia e pediatri.


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