Famiglie e studenti

La teledidattica può aggiungersi ma non sostituire le lezioni in aula

di Rino Di Meglio

La didattica a distanza è venuta prepotentemente alla ribalta con l’emergenza Coronavirus, che ha portato a una lunga e imprevedibile sospensione delle lezioni in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta in realtà di uno strumento didattico utilizzabile, e in diverse scuole già utilizzato, valido come altri, ma che non può essere oggetto di un arrembaggio improvvisato, perché richiede tecnologie e preparazione adeguate da parte di insegnanti e studenti.

Va innanzi tutto precisato che la teledidattica è una delle metodologie che gli insegnanti possono utilizzare come tante altre. Nell’attuale ordinamento giuridico ai docenti è garantita la libertà di insegnamento che si esplica proprio nella possibilità di scegliere le metodologie più adeguate. La preparazione di lezioni a distanza, là dove è possibile, implica da parte degli insegnanti un notevole impegno che spesso, purtroppo, viene completamente vanificato dalla latitanza di famiglie e studenti, qualche volta giustificata da una povertà che non consente il possesso di strumenti tecnologici.

Le modalità di intervento sono le più svariate: talvolta attraverso l’utilizzo di registri elettronici più o meno evoluti, in altre circostanze avvalendosi di piattaforme che consentono lezioni a distanza. Ciò che sembra emergere è che a fronte degli sforzi messi in campo dagli insegnanti non corrisponda poi lo stesso impegno da parte degli alunni, evidentemente distratti da altre attività quando sono lontani dalla routine delle aule scolastiche. L’evidente abdicazione di molte famiglie all’educazione dei propri figli è diventato un problema serissimo sul quale il paese dovrebbe interrogarsi, perché non si può sempre scaricare ogni responsabilità sull’istituzione scolastica, e in particolare modo sugli insegnanti. Anche i fenomeni delle aggressioni e del bullismo sono conseguenze di questa pessima tendenza.

È importante comunque ribadire che la didattica a distanza non può essere considerata sostitutiva delle lezioni vis à vis in aula con l’intera classe presente, bensì aggiuntiva e oggetto di scelte condivise. Bisogna anche avere il coraggio di dire che non sempre la didattica a distanza ha fornito fulgidi esempi di qualità, basti pensare al business delle università telematiche, che ha creato spesso uno squallido mercato di corsi e lauree a volte di pessima qualità e che non ha giovato per nulla ai livelli culturali dei fruitori, ovviamente con le dovute eccezioni. Il rilascio di titoli scolastici, ai quali non corrisponde alcuna seria preparazione culturale, nuoce gravemente al nostro futuro e a quello della nostra nazione.


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