Famiglie e studenti

Uk, Francia, Usa: sempre più mete dei nuovi «expats»

di Francesca Barbieri

Spagna, Gran Bretagna, e Francia. Sono queste le tre mete più gettonate dai giovani italiani che ogni anno decidono di andare a studiare all’estero. E fuori dal Vecchio Continente salgono le quotazioni di Stati Uniti, Canada e Australia.

In tutto sfiora quota 100mila il numero di studenti italiani all’estero: dai liceali fino ai dottori di ricerca post-laurea. Un fenomeno in crescita soprattutto tra i più giovani:oltre 10mila, secondo l’ultimo Osservatorio della Fondazione Intercultura, gli studenti delle scuole superiori che hanno trascorso all’estero tra i tre mesi e l’anno, nel 2018/2019, in aumento di quasi il 40% nel giro di due anni. Un piccolo boom che è esploso dalla metà degli anni Duemila, con un ventaglio di destinazioni via via più ampio, dagli Stati Uniti all’Asia, passando per America Latina, Africa ed Est Europa.

A livello accademico, invece, le esperienze di studio all’estero hanno coinvolto il 13% dei laureati del 2018: si tratta in primis di ”dottori” del gruppo linguistico (30,8%), ma anche di medicina e odontoiatria (18,5%) e di architettura (16,1 per cento). L’80% dei laureati che ha maturato questa esperienza ha sostenuto esami poi convalidati in Italia e sul mercato del lavoro sono riusciti a “strappare” stipendi più alti rispetto a chi non ha mai lasciato l’Italia per ragioni di studio (1.307 euro netti mensili, il 9% in più secondo il consorzio AlmaLaurea).

La soddisfazione complessiva per l’esperienza svolta all’estero raggiunge infine un livello molto elevato tra i dottori di ricerca: secondo il rapporto «Italiani nel mondo 2019» di Fondazione Migrantes è pari, in media, a 8,7 su una scala da 1 a 10. Gli aspetti più apprezzati sono il miglioramento delle competenze di ricerca, la disponibilità di sturmenti e infrastrutture e il rapporto con il gruppo di ricerca.

Il 72,5% dei ricercatori ha fatto rotta sull’Europa (Regno Unito, Francia e Germania), mentre tra i paesi extraeuropei, la scelta ricade sempre sugli Stati Uniti.


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