Personale della scuola

Ok del Senato al decreto-precari: in arrivo altre 70mila assunzioni nella Scuola

di Eugenio Bruno

Le assunzioni nella scuola sono come gli esami: non finiscono mai. Un’ulteriore conferma è arrivata ieri con il via libera definitivo del Senato (con 160 sì, 121 no e nessun astenuto) alla fiducia sul decreto salva-precari che sblocca, a diverso titolo, circa 70mila posti per insegnanti, capi segreteria, ispettori e addetti alle pulizie negli istituti scolastici. Un provvedimento che punta anche a frenare il boom di supplenze a cui abbiamo assistito quest’anno. Con due misure introdotte durante il precedente giro parlamentare alla Camera, su input della sottosegretaria Lucia Azzolina (M5S): l’applicazione a tutti i docenti neoassunti dell’obbligo di restare per 5 anni nello stesso istituto e una “call” con cui assegnare a candidati residenti fuori regione le eventuali cattedre rimaste scoperte dopo il primo giro di immissioni in ruolo. Tra le proteste dell’opposizione e i mugugni dei sindacati che giudicano ancora insoddisfacenti il set di interventi varati dal governo.

Entro febbraio i due bandi

La fetta più ampia di assunzioni riguarderà i prof. Circa 9mila verranno immessi in ruolo già quest’anno (con decorrenza giuridica retrodata al 1° settembre 2019) per riempire altrettanti vuoti che sono stati provocati da Quota 100 ma non sono stati riempiti a inizio anno per una serie di ritardi amministrativi. A questi si aggiungeranno altri 48mila posti per insegnare nelle scuole medie e superiori: metà attraverso un concorso ordinario aperto ai neolaureati (che non arriveranno in cattedra prima del 2021/22) e metà attraverso un concorso straordinario (e semplificato visto che si comporrà solo di uno scritto al Pc e di una lezione simulata da passare almeno con 7/10) riservato ai precari con 3 anni di servizio tra l’anno scolastico 2008/2009 e il 2019/2020.

Almeno in partenza le due selezioni viaggeranno in parallelo, tant’è che il Miur è intenzionato a emanare i due bandi entro febbraio; dopodiché si separeranno e solo i vincitori dello “straordinario” potranno essere assunti già nel 2020/21. Per gli altri se ne parlerà nel 2021/22. A questa platea già ampia si aggiungerà poi un contingente (ancora da quantificare) di prof di religione cattolica a cui sarò destinato un concorso ad hoc, a distanza di oltre 15 anni dal precedente.

Le altre assunzioni in agenda

Per arrivare al totale di 70mila assunzioni citate all’inizio bisogna aggiungere al computo, innanzitutto, la statizzazione (a partire dal 1° marzo e con una selezione per soli titoli) di 11.263 lavoratori impegnati in attività di pulizia e decoro nelle scuole da almeno 10 anni e quella di 45 collaboratori scolastici, ex Lsu del comune di Palermo. Ma anche il concorso straordinario per un migliaio di capi segreteria “Dsga facenti funzione” con tre anni scolastici di servizio dal 2011/2012 e i 146 dirigenti tecnici (59 nel 2021 e 87 dal 2023) con funzioni di ispettore.

Abilitazione semplificata

Tornando agli insegnanti, il decreto varato ieri non è fatto di sole assunzioni. Per i precari con 3 anni di servizio alle spalle (anche se maturati nelle scuole paritarie) il decreto convertito ieri in legge contiene però un altro paracadute oltre al concorso straordinario: la possibilità per chi avrà superato lo scritto con almeno 7/10 e avrà ottenuto una supplenza fino al 31 agosto o fino al 30 giugno di abilitarsi. A patto di conseguire anche i 24 crediti formativi richiesti per l’insegnamento. Precari che potranno ricevere anche una fetta del bonus merito finora riservato ai docenti di ruolo, insieme peraltro a tutto il personale scolastico e per effetto di una contrattazione con i sindacati in base alle novità previste sullo stesso tema nella legge di bilancio 2020.

La continuità didattica

Di altre due norme contenute nel decreto potrebbero beneficiare, seppure in maniera indiretta, anche gli studenti. Stiamo parlando, da un alto, dell’estensione a tutti i prof neoassunti dell’obbligo di restare per 5 anni nella stessa scuola anziché per 3 anni nella stessa provincia (su cui si veda Il Sole 24 ore di lunedì 16 dicembre). E, dall’altro, delle “call” che a partire dal 10 settembre potranno essere bandite dagli uffici scolastici provinciali sulle immissioni in ruolo andate deserte, per cercare dei candidati tra gli iscritti alle graduatorie a esaurimento o di merito residenti nelle altre regioni. Con l’obiettivo esplicito di ridurre il boom di supplenze a cui abbiamo assistito quest’anno. E, dunque, di aumentare la tanto agognata continuità didattica per gli alunni.


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