Studenti e ricercatori

L’appello dei collegi: serve un nuovo modello di residenza per il post Covid-19

di Redazione Scuola

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Vincenzo Salvatore, presidente della Conferenza dei Collegi universitari di merito (Ccum), ha commentato l'audizione - tenutasi ieri - della ministra dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato.

«La consapevolezza delle difficoltà causate dalla didattica a distanza anche nel mondo universitario, dimostrata dalla ministra dell'Università e della Ricerca, Maria Cristina Messa, nel suo intervento in audizione alle Commissioni riunite Cultura di Camera e Senato, evidenzia la sua costante attenzione al mondo universitario ed anticipa l'impegno nella ricerca di soluzioni», ha detto Salvatore.

«Ritengo che la didattica a distanza imposta dalla pandemia anche agli studenti universitari abbia fatto emergere con forza la necessità di un nuovo modello di residenza universitaria che, sull'esempio dei campus anglosassoni, possa permettere ai ragazzi di conciliare lo studio e la didattica in presenza. Un'esperienza positiva in tal senso è quella dei 52 Collegi Universitari di merito italiani riconosciuti dal ministero dell'Università e della Ricerca che sono sempre rimasti aperti durante la pandemia - ha proseguito il presidente - nel pieno rispetto delle norme anti-contagio, per dare la possibilità ai 4500 studenti italiani che li frequentano di continuare a studiare e vivere insieme».

Infine, Vincenzo Salvatore ha ricordato che «i Collegi Universitari di merito hanno registrato nell'ultimo anno un aumento del 12% delle richieste di ammissione, segno di un'attenzione crescente da parte dei giovani universitari. Si tratta di un modello di successo che può fornire elementi utili e un valido riferimento per ripensare la vita universitaria nel futuro prossimo e per pianificare investimenti in edilizia universitaria volti proprio all'accoglienza e all'inclusione degli studenti».


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