Studenti e ricercatori

Il ranking per facoltà del Qs premia la Sapienza: prima per «Studi classici»

di Eugenio Bruno

La Sapienza di Roma ce l’ha fatta. L’undicesima edizione dei QS World University Rankings by Subject la colloca al primo posto al mondo per Studi classici & Storia antica, così da precedere anche l’Università di Oxford (ora al secondo posto). Ma la classifica comparativa che rivela la performance di 452 indirizzi di studio in 52 atenei italiani porta con sé un’altra buona notizia per il nostro paese. E il tema stavolta è la lotta al coronavirus: Scopus - il database scientifico creato dalla casa editrice Elsevier e utilizzato da QS per calcolare la produzione di ricerca scientifica delle università - ci inserisce come uno dei 5 migliori stati al mondo per la produzione di ricerca scientifica relativa al Covid-19.

Sapienza prima negli studi classici
La classifica stilata da QS piazza l'Italia al secondo posto come miglior Paese per Studi classici & Storia antica. Del primo posto della Sapienza di Roma - che si piazza anche al decimo posto per Archeologia - si è detto ma in totale sono otto le istituzioni italiane presenti nella top 50. Solo gli Stati Uniti ne hanno di più: 12.

Politecnico di Milano al top in Italia
Nelle 51 classifiche per materia stilate da QS, l'università leader in Italia è il Politecnico di Milano, con sette dei suoi programmi classificati tra i migliori 50 al mondo. Le punte di diamante del Politecnico di Milano sono Arte e Design (dove l'ateneo si aggiudica il quinto posto), ed Architettura (decimo posto). In totale, sei dipartimenti italiani raggiungono la top-10 globale – due in meno dell'anno scorso. Per la gioia del rettore Ferruccio Resta: «Il Politecnico di Milano cresce nelle classifiche internazionali e conferma una posizione di eccellenza. Ne siamo orgogliosi ma ora serve uno scatto in avanti. Il Covid ci ha messo di fronte a scelte che cambieranno il futuro dell'università. Il digitale, la collaborazione internazionale, le nuove modalità didattiche e di ricerca sono le leve su cui agire per riconfigurare la nostra posizione nel panorama globale e per indirizzare la crescita delle università e dei territori di riferimento». Nel panorama italiano il Politecnico di Milano si conferma primo assoluto sia in Ingegneria (in tutte le materie analizzate da QS: Computer Science & Information Systems; Chemical Engineering; Civil & Structural Engineering; Electrical & Electronic Engineering; Mechanical, Aeronautical & Manufacturing Engineering) che in Architettura e Design.

In crescita anche la Luiss
Migliora anche il ranking della Luiss. La Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli continua il suo percorso di sviluppo guadagnando ben 90 posizioni nell'area globale delle Scienze Sociali (tra le prime 5 in Italia) ed entra tra le prime 50 in Politics & International Studies. Ma cresce anche nelle altre aree: Business & Management dove scala circa 50 posti raggiungendo la 105ma posizione; Accounting & Finance realizza un balzo in avanti dalla fascia 201-250 a quella 101-150. Risultati positivi anche negli studi di Economics (da 251-300 a 201-250) e in Law, dalla fascia 151-200 a quella 101-150. Soddisfatto il rettore, Andrea Prencipe: «Essere nelle 50 top Università al mondo premia il grande lavoro realizzato in questi anni con l'obiettivo di consolidare la reputazione del nostro Ateneo. Gli investimenti in innovazione e nella internazionalizzazione del corpo docente ci hanno consentito di raggiungere questi risultati e sono motivo di grande orgoglio. Migliorare la qualità della didattica e valorizzare l'attività della ricerca sono le linee guida del nostro modello formativo con professori Luiss al top degli scienziati sociali di tutto il mondo».

Le altre aree di eccellenza
I risultati indicano che il settore dell'istruzione superiore italiano eccelle in particolare nelle aree di disciplina “Arte e Studi umanistici” e “Scienze sociali e Management”.Secondo le classifiche stilate da QS, la Bocconi di Milano è la settima migliore università al mondo per gli studi di “Business & Management', e si colloca al 14esimo posto per “Contabilità e Finanza”.Tuttavia, le università italiane non hanno raggiunto gli stessi risultati nelle discipline tecnologiche o scientifiche. Due università italiane si collocano tra le prime 100 per gli studi di “Medicina”, mentre solo una figura fra le top 50 per “Informatica” (di nuovo il Politecnico di Milano, al 44esimo posto).Nessuna università italiana appare invece nella top 50 per “Scienze Biologiche”, “Chimica”, “Scienze Ambientali” e “Matematica”.

I criteri utilizzati dal Qs
Le classifiche - compilate dagli analisti globali dell'istruzione superiore QS Quacquarelli Symonds e consultabili qui - forniscono un’analisi comparativa indipendente sulle prestazioni di 13.883 programmi universitari individuali di 1440 università in 51 discipline accademiche e 5 Aree di Facoltà. In base a 4 parametri: academic reputation, cioè quali istituzioni sono più apprezzate dalla comunità accademica globale; employer reputation, cioè quali istituzioni sono considerate dai responsabili delle assunzioni di tutto il mondo come fonte di formazione dei laureati più talentuosi e competenti; citations per paper, cioè quali istituzioni stanno avendo il maggiore impatto sulla ricerca nel loro campo; h-index, cioè quanto sono produttivi i docenti di ricerca di un'istituzione.

La lettura dei dati
Il numero di programmi universitari entrati nella top-50 in classifica (32) è invece cresciuto rispetto al 2020 quando erano 31. Nel commentare i dati italiani, Ben Sowter, vice-Presidente della divisione Professional Services di QS, commenta: «Essendo una delle prime nazioni ad essere esposta al coronavirus, l'Italia è stata in prima linea negli sforzi di ricerca che stanno consentendo all'umanità di comprendere, monitorare, prevenire e trattare questa minaccia unica. Gli atenei italiani – classificati al quinto posto al mondo per “Medicina” – hanno dato prova delle loro conoscenze conducendo preziosi studi di ricerca sul sequenziamento delle varianti, raccogliendo dati, e sviluppando vaccini». A suo giudizio, «i risultati raggiunti dall'Italia quest'anno dimostrano che, oltre ad offrire un'istruzione di prim'ordine a livello mondiale in materie storicamente presenti nei curriculum universitari le università italiane hanno saputo affrontare magistralmente anche le urgenti sfide contemporanee». Ma non mancano le ombre: «Le classifiche hanno tuttavia evidenziato delle aree – specialmente gli indicatori “produzione scientifica” e “reputazione” per Scienze Ambientali, Informatica ed altre materie di crescente importanza a livello internazionale - che i leader dell'istruzione superiore italiana devono migliorare per assicurarsi che le università siano preparate a guidare gli studenti - e la società - nel futuro», conclude Sowter.


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