Studenti e ricercatori

Bollino di qualità per le scuole amiche della tecnologia

di Eu.B.

È a scuola che il solco nelle Stem comincia a essere scavato. A dirlo sono le indagini internazionali, come i test Pisa-Ocse sulle competenze in matematica e scienze da cui emerge il ritardo (soprattutto nel secondo ambito) dei nostri 15enni rispetto ai loro coetanei degli altri paesi industrializzati. Se poi consideriamo che gli ultimi dati si riferiscono al 2018 - quando la pandemia (e la didattica a prevalentemente a distanza) erano ancora di là da venire, con tutto ciò che ha comportato in termine di perdita degli appprendimenti anche per nazioni più avanzate come l’Olanda - è probabile che il quadro sia nel frattempo peggiorato.

Assumendo come valido questo doppio assunto è in ambito scolastico che vanno adottate allora le prime contromisure. Ne è consapevole l’istituto Indire che ha appena presentato alle scuole italiane l’iniziativa “Stem school label” messa in campo nell’ambito di Scientix, la community che dal 2009 promuove nell’Ue la collaborazione tra insegnanti e professionisti del settore. L’obiettivo è dotare le realtà più avanzate di un bollino di qualità che le renda riconoscibili all’esterno.

Il sistema è semplice. Collegandosi alla piattaforma online www.stemschoollabel.eu le scuole europee possono misurare i propri risultati nella didattica legata alle discipline scientifiche. Puntando a una duplice risultato - come spiega Maria Indire, ricercatrice Indire -: «Ottenere un “label” e avere un piano di miglioramento da poter applicare», identificando le aree in cui è necessario intervenire così da offrire agli studenti un maggiore coinvolgimento o un incremento delle competenze tecnico-scientifiche.

“Stem school label” consente agli istituti scolastici interessati di scattarsi un “selfie” in base a un sistema di autovalutazione che tiene conto di 7 indicatori chiave (insegnamento, implementazione del curriculum, valutazione, formazione dello staff, leadership, link con il territorio e le imprese, infrastrutture scolastiche) e 21 criteri generali, pensati per aiutare i docenti a mettere in piedi una strategia ad hoc per l’educazione scientifica. In un’ottica di integrazione tra le varie discipline. Tre i possibili “bollini” a disposizione: «competent» in presenza di requisiti mininimi; «proficient» dove c’è un approccio più avanzato a una strategia ed «expert» se vengono ravvisati tutti i criteri di una strategia di scuola Stem.


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