Studenti e ricercatori

Dal Covid spinta alla nuove lauree in medicina, scienze e tecnologia

di Eugenio Bruno

Il Covid-19 continua a condizionare le scelte degli atenei. Siano esse attuali, con le lezioni del secondo semestre che ricominceranno tra febbraio e marzo al 50% in presenza e al 50% a distanza, o future. Come dimostrano le proposte di nuove lauree che le università hanno appena presentato al Cun e che attendono l’ok definitivo entro l’11 di questo mese. Dopodiché toccherà ad Anvur e ministero vidimarle prima del 15 giugno. Sebbene le richieste sembrino in aumento, con 206 attivazioni per il 2021/22, le new entry effettive - se si esclude il restyling di 14 professionalizzanti - sono in realtà 192. Mentre nel 2020/21 erano state 194. E, nel frattempo, calano anche le istituzioni proponenti: 62 anziché 70. A dimostrazione del fatto che, con l’emergenza in corso e le riunioni preparatorie solo online, non deve essere stato facile confezionare un nuovo corso di studio. Tant’è che in molti casi ci si è limitati a rafforzare l’offerta esistente.

La scommessa sulle Stem

Non è sulle modalità di fruizione dei corsi che il coronavirus ha impattato, visto che, al netto delle 28 proposte delle telematiche, tutte le altre sono lauree in presenza. Bensì sui contenuti. L’area Cun con più richieste è infatti quella medica (30), seguita dall’ambito storico/filosofico/psicologico e pedagogico (26) e dall’ingegneria industriale e dell’informazione (25). Mentre 12 mesi prima era stata proprio quest’ultima a prevalere. Ad aumentare sono sia le novità tecnico-scientifiche (69 contro le 64 dell’anno precedente) che le scienze della vita (52 contro 43), mentre calano le umanistico-sociali (85 a fronte di 91), che però mantengono la vetta per corsi complessivi. Fanalino di coda era e resta la fisica con 2 debutti nel 2021/22 e uno nel 2020/21.

La classe con il maggior numero di nuove proposte (7) è la LM-41 (Medicina e chirurgia), davanti alla LM-91 (Tecniche e metodi per la società dell’informazione) con 6. Di queste solo una riguarda Data science. Chissà se per un’inversione di tendenza improvvisa oppure, come sembra, per l’attesa che il ministero dell’Università “sdogani” la pluriannunciata classe di laurea ad hoc.

Passando alle triennali, le più gettonate sono la L-20 (Scienze della comunicazione, anche qui con qualche declinazione verso la comunicazione a distanza), la L-31 (Scienze e tecnologie informatiche) e la L-SNT/2 (Professioni sanitarie della riabilitazione, a conferma della crescita dell’ area medico-sanitaria), con 4 ciascuna. E ancora più rilevante è il trend delle professionalizzanti confezionate con gli ordini: 23 nuove proposte, di cui 12 per l’ambito edilizia e territorio, 5 per le professioni tecniche agrarie, alimentari e forestali e 6 per quelle tecniche industriali e dell’informazione. Ma di queste solo 9 sono new entry; le altre 14 sono trasformazioni di corsi esistenti. Risultato: includendo anche una nuova nella classe L-15 (Scienze del turismo) l’anno prossimo potremmo avere 41 professionalizzanti.

Partono i test d’ingresso

In attesa che l’offerta formativa per il 2021/22 si perfezioni alcune università stanno già partendo con i test d’ingresso (a loro volta rivisti per effetto del Covid-19). Alla Luiss di Roma, ad esempio, le prove di ammissione si terranno eccezionalmente a distanza e in più giorni: ogni studente può iscriversi entro l’8 febbraio e scegliere uno dei 10 slot a disposizione tra il 18 e il 22 dello stesso mese. Analogo l’orizzonte temporale della milanese Bocconi. Dopo l’early session di settembre riservata ai ragazzi di quarta superiore, tra l’8 e il 12 tocca alla spring session. E il 12 (insieme al 13) è anche la data scelta da Humanitas per i suoi quiz “da casa” di Medicina. Mentre per provare a entrare a Medtech - il corso in Medicina e Ingegneria biomedica svolto in partnership con il Politecnico di Milano - bisognerà aspettare il 12 marzo.


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