Studenti e ricercatori

Università, dal Tar arriva l’ok alle mascherine durante gli esami

di Redazione Scuola

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Le misure organizzative che prevedono l'abbassamento delle mascherine per i partecipanti alle prove di accesso ai corsi universitari per il tempo necessario al loro riconoscimento non sono «irragionevolmente poste». È quanto stabilito dal Tar del Lazio in un'ordinanza con la quale ha respinto una serie di richieste fatte da uno studente universitario.

In particolare la decisione dei giudici di venerdì scorso riguardava la richiesta di sospensione dell'efficacia del decreto ministeriale del 16 giugno scorso con il quale sono stati stabiliti modalità e contenuti delle prove di ammissione ai corsi di laurea e laurea magistrale a ciclo unico, ma anche del bando per l'accesso al corso di laurea in Medicina e Chirurgia per l'anno accademico 2020/2021 dell'ateneo di Messina, nella parte in cui non specificherebbe le modalità per mezzo delle quali procedere all'identificazione dei candidati, imponendo di abbassare la mascherina per il tempo necessario al riconoscimento, nonché delle Linee guida ministeriali dettate per i protocolli da adottare durante lo svolgimento delle prove preselettive ai fini del contenimento del contagio da Covid-19, e di una serie di atti “a cascata”.

Il Tar ha inizialmente rilevato che «parte ricorrente non adduce (né tanto meno prova) l'effettivo verificarsi di lesioni al regolare svolgimento delle prove per effetto del mantenimento dei dispositivi di protezione individuale sul viso dei candidati», e poi ha ritenuto che «le misure organizzative che prevedevano il mantenimento di tali dispositivi sulle persone partecipanti alle prove non paiono irragionevolmente poste, specie in sede di comparazione tra l'interesse alla tutela del bene-salute dei singoli e della collettività e quello all'individuazione dei candidati, che comunque non appare interdetta».


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