Studenti e ricercatori

Università Cattolica: effetti positivi delle competenze digitali sui bambini

di Redazione Scuola

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I risultati ottenuti da 110 studi pubblicati in 64 paesi indicano che le competenze digitali per i bambini e i giovani svolgono un ruolo fondamentale per quanto riguarda apprendimento, partecipazione e altre opportunità. Inoltre, studi condotti a livello internazionale rivelano che i vantaggi acquisiti attraverso le competenze digitali riguardano sia le attività online sia quelle offline, influenzando potenzialmente molteplici dimensioni della vita di bambini e ragazzi. Si evidenzia anche come maggiori competenze digitali possano proteggere i più giovani dal pericolo di abusi virtuali, anche se questo aspetto necessita di ulteriori approfondimenti.

Una panoramica su questi studi svolti a livello internazionale e presentata nel recente rapporto del progetto ySKILLS esplora i fattori che favoriscono o ostacolano l'acquisizione delle competenze digitali da parte dei bambini e l'impatto sulla loro vita quotidiana. Come previsto, l'età è importante: i bambini più grandi segnalano livelli di competenze più elevati rispetto a quelli più piccoli. Nella maggior parte dei Paesi, tuttavia, le differenze di genere non sono significative, contraddicendo così il luogo comune secondo il quale i ragazzi sono naturalmente più inclini alla tecnologia e più bravi ad utilizzarla rispetto alle ragazze. La mediazione restrittiva da parte dei genitori (attraverso regole che limitano le attività online o il tempo trascorso su internet) è associata a minori competenze digitali nei bambini, al contrario una condizione che ne facilita l'utilizzo tende a implicare maggiori competenze digitali. Inoltre, i bambini con un accesso più precoce o più ampio alle Ict, anche a casa, hanno competenze digitali maggiori.

Quando le Ict sono più disponibili nelle scuole, anche le competenze digitali dei bambini tendono ad essere maggiori.

L'impatto delle competenze digitali sulla vita quotidiana dei bambini e dei giovani è stato meno studiato, soprattutto in termini di benessere. Tuttavia, è scientificamente provato che una maggiore competenza digitale sia legata a migliori risultati di apprendimento e a una maggior capacità di protezione della propria privacy online. Sebbene livelli più elevati di competenze digitali siano associati a una maggiore esposizione a contenuti online rischiosi e potenzialmente dannosi, i dati suggeriscono anche che i bambini con livelli più elevati di competenze digitali sappiano affrontare meglio i rischi dell'online.

Leslie Haddon, della London school of economics and political science, e primo co-autore di questa pubblicazione, sottolinea: «Questa rassegna fornisce una prima panoramica dell'intero campo delle competenze digitali dei giovani, fornisce sia la sintesi che i dettagli di tutti gli studi analizzati e riflette su come le competenze siano state misurate, sui tipi di studi condotti e su quali aspetti della vita dei bambini abbiano ricevuto maggiore e minore attenzione».

Competenze digitali, rischi e benessere in Europa
In un altro rapporto ySKILLS, che si basa su recenti dati di EU Kids Online, sono emerse novità in merito alle competenze digitali, ai rischi e al benessere dei bambini europei. I risultati sui bambini dai 9 ai 16 anni di 19 paesi europei non indicano differenze nette rispetto al divario digitale Nord-Sud, poiché le differenze tra i paesi per quanto riguarda le competenze digitali dichiarate dai bambini sono minime.

In tutti i Paesi tranne uno, i bambini che si impegnano in più attività online - tra cui la comunicazione, l'intrattenimento, l'istruzione, ecc. - riportano competenze digitali più elevate. In tutti i paesi, i bambini ottengono un punteggio più basso nelle competenze digitali quando i genitori limitano le attività online dei figli.

La sensazione di fiducia in se stessi dei bambini può anche riflettersi sulle loro capacità digitali. Più i bambini acquisiscono familiarità con l'ambiente online e si sentono sicuri in esso, maggiori sono la loro conoscenza e la loro comprensione di internet, favorendo l'acquisizione di competenze digitali. I risultati europei rivelano anche che livelli più elevati di competenze digitali sono associati a una maggiore esposizione a contenuti online rischiosi e potenzialmente dannosi, tra cui contenuti razzisti e discriminatori, contenuti autolesionistici e pro-anoressia, ecc.

I bambini più competenti, che esplorano Internet in misura maggiore, possono essere più esposti a tali rischi. Tuttavia, le competenze digitali possono anche essere di aiuto per evitare che i rischi si traducano in danni.

Giovanna Mascheroni, dell'Università Cattolica di Milano, prima co-autrice del presente rapporto ySKILLS, sottolinea due risultati innovativi e inaspettati: «Ad esempio, l'acquisizione di competenze digitali è associata alla preferenza per le interazioni sociale online, sfidando così il timore che la comunicazione online sia una perdita di tempo. Da sottolineare anche l'evidenza che, tra i bambini che soffrono di problemi emotivi, maggiori competenze digitali sono associate a una maggiore esposizione a contenuti online potenzialmente dannosi, evidenziando così la necessità di interventi educativi e altre iniziative volte a favorire la resilienza dei bambini vulnerabili».

Suggerimenti per migliorare le opportunità digitali
Entrambi i rapporti di ySKILLS includono suggerimenti per migliorare le opportunità digitali, rivolte a decisori politici, genitori e insegnanti.

•Rafforzare le competenze digitali dei bambini come priorità della politica, della ricerca e dell'agenda pubblica, per garantire che la presenza dei bambini su internet si traduca in benessere a vari livelli;

•incoraggiare la progettazione di programmi educativi sia informali che formali che promuovano le competenze digitali attraverso attività ludiche e che rafforzino la fiducia in se stessi dei bambini;

•sensibilizzare i genitori sul fatto che un atteggiamento positivo nei confronti dell'Ict nell'ambiente domestico contribuisce ad aumentare le competenze digitali e le capacità di affrontare i rischi online;

•favorire l'educazione peer-to-peer, poiché l'uso condiviso dell'Ict con i coetanei e l'apprendimento dai coetanei sono associati a livelli più elevati di competenze digitali;

•incoraggiare nuove ricerche a carattere trasversale sul benessere dei bambini, per capire meglio se e come le competenze digitali possano prevenire l'esposizione ai rischi online e favorire la resilienza dei bambini;

•comprendere quale tipo di competenza digitale può rafforzare la resilienza dei bambini vulnerabili e aiutarli ad affrontare una maggiore esposizione ai rischi online (una priorità nella ricerca e nelle agende politiche);

•prestare particolare attenzione alle aree rurali, dove i bambini hanno minori opportunità di coinvolgimento nell'educazione tra pari o in altre forme di formazione alle competenze digitali, e ai bambini che soffrono di problemi emotivi, che sembrano essere più esposti ai rischi online.



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