Studenti e ricercatori

Recuperare 3 miliardi dal reddito di cittadinanza per eliminare le tasse universitarie

di Eu.B.

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Abolire le tasse universitarie per dare una spinta ulteriore alle immatricolazioni e consentire all’Italia di aumentare (finalmente) i giovani laureati. È il cuore della proposta di legge presentata dal deputato forzista (e presidente della commissione di vigilanza sulla Cassa depositi e prestiti) Sestino Giacomoni che propone di finanziarla recuperando 3 miliardi dal reddito di cittadinanza.

La proposta di legge
La premessa è semplice: con il suo 27,6% di laureati nella fascia 30-34 anni l’Italia era e resta penultima in Europa ed è un gap che va recuperato. Per farlo bisogna eliminare le tasse universitarie sulla scorta di quelle esperienze estere in cui l’università è gratuita: Germania, Austria, Svezia, Danimarca, Finlandia. Da qui la sua proposta di legge in 3 articoli che, da un lato, cancella il contributo omnicomprensivo annuale a carico degli studenti e, dall’altro, cancella la maggiorazione del 50% per gli allievi che a causa della pandemia fossero finiti fuori corso.

Il finanziamento
Per la prima misura servono 2,4 miliardi; per la seconda invece occorrono 600 milioni. Da qui l’idea di istituire un fondo nello stato di previsione del ministero dell’Università con cui indennizzare gli atenei per la perdita di gettito conseguente. Le risorse - che nel 2021 sarebbero di 3 miliardi e dall’anno successivo di 2,4 - arriverebbero dai fondi rimasti non utilizzati per il reddito di cittadinanza.


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