Studenti e ricercatori

Il 97,5% degli studenti dei Collegi universitari di merito lavora a un anno dalla laurea

di Redazione Scuola

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Il 97,5% degli studenti dei Collegi universitari di merito trova lavoro a un anno dal conseguimento della laurea, il doppio rispetto al dato medio nazionale (50,9%). Il 95,3% si laurea nei tempi previsti dal proprio corso di studi, rispetto al 30,8% della media nazionale delle lauree triennali e al 52,7% delle lauree specialistiche.

La crescita di studenti ospitati dai Collegi universitari di merito è stata, negli ultimi tre anni, dell'11,1% contro una media generale di crescita degli iscritti all'università dell'1,8%. La presenza di studenti stranieri nei Collegi è del 13,8% contro il 5,4% delle università italiane, con una crescita del 30,3% rispetto al 16% delle università italiane.

Sono alcuni dei significativi dati che emergono dalla ricerca promossa dalla Conferenza dei Collegi universitari di merito (Ccum), realizzata da European House Ambrosetti e presentata ieri all'incontro “Ripartire dal merito” con la partecipazione del ministro dell'Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, del presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui), Ferruccio Resta e del presidente della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito (Ccum) Vincenzo Salvatore.

La ricerca è stata illustrata da Emiliano Briante, associate partner e responsabile “business & policy impact”di European House Ambrosetti.

«Quelli presentati da European House Ambrosetti sono dati estremamente significativi, soprattutto se letti alla luce delle condizioni socio-sanitarie attuali - ha affermato Vincenzo Salvatore, presidente della Conferenza dei Collegi Universitari di Merito - Nonostante le difficoltà dovute all'emergenza epidemiologica da Covid-19, i Collegi sono sempre restati aperti prestando il loro servizio agli studenti e offrendo in tal modo un luogo sicuro dove poter proseguire in serenità gli studi. L'aumento di domande di ammissione, registrate anche questo anno, ha confermano la bontà di un modello che punta alla valorizzazione del merito attraverso un esempio virtuoso di collaborazione tra pubblico e privato no profit. I Collegi universitari di merito, parte integrante del sistema universitario, sono un importante strumento di valorizzazione del merito, poiché danno accesso a una formazione di qualità, indipendentemente dal censo degli studenti ospitati, ed è per tale motivo che ci auguriamo che si colga l'occasione, offerta dal piano di investimenti europei Next Generation EU, per investire ancora di più sul merito e strutture come le nostre».

L'ammissione nei Collegi universitari di merito avviene esclusivamente per merito, attraverso un concorso che valuta le capacità e le motivazioni allo studio. Per gli studenti meritevoli, ma in disagiate condizioni economiche, sono previste agevolazioni, borse di studio, posti gratuiti.

Circa il 40% degli allievi accede gratuitamente ai Collegi universitari di merito o paga la retta minima (tra i 2.000 e i 3.000 euro all'anno per vitto, alloggio e percorso formativo dedicato). Dallo studio condotto da European House Ambrosetti emerge che, a 15 anni dalla laurea, il 50,9% degli ex collegiali lavora come dipendente del settore privato: di questi l'88% occupa ruoli di rilievo (manager, ceo, quadro).

Il 26,9% ha intrapreso la carriera accademica: di questi il 58% è professore e il 42% ricercatore. Il 19,1% lavora come libero professionista nel settore privato e il 3,1% è impiegato nel settore pubblico.

Il risultato nasce dal modello formativo dei Collegi universitari di merito che sviluppa uno specifico programma extracurricolare costituito da corsi, conferenze, laboratori, esperienze di volontariato, tutorato, coaching, visite ad aziende e attività di orientamento al lavoro.

Il Collegio diventa così un facilitatore per il potenziamento delle soft skills, quelle competenze trasversali ritenute indispensabili per l'inserimento nel mondo del lavoro.

Particolare rilievo hanno le iniziative di internazionalizzazione: oltre al naturale e quotidiano scambio con studenti provenienti da ogni parte d'Europa e del mondo, i Collegi propongono summer schools, programmi di scambio con università o Collegi esteri, stage e visite-studio internazionali. Gli studenti dei Collegi che hanno vissuto esperienze di studio all'estero sono il 17,1% a fronte di una media dell'8,8% delle università italiane.


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