Studenti e ricercatori

Esami facili Link Campus, chiesto processo per 69

di Redazione Scuola

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Prove sostenute fuori dalla sede preposta, verbalizzate solo successivamente dai professori e spesso svolte copiando interamente dal web. Si svolgevano anche così, secondo la procura di Firenze, gli “esami facili” del corso di Scienze della politica e relazioni internazionali all’ateneo privato Link Campus. Il pm Christine Von Borries ha chiesto il processo per 69 persone, tra cui il presidente dell'ente ed ex ministro Vincenzo Scotti. Tra i destinatari della richiesta di rinvio a giudizio anche i vertici amministrativi dell'ente più docenti, ricercatori, numerosi studenti tra cui molti poliziotti della questura di Firenze, e il segretario generale del sindacato di polizia Siulp Felice Romano.

I reati contestati
A vario titolo, sono falsità materiale e ideologica e associazione a delinquere. Sarebbe stato il sindacato Siulp, secondo quanto accertato, a indirizzare i poliziotti della questura di Firenze verso la Link Campus, in virtù di una convenzione siglata tra l'ateneo e la Fondazione sicurezza e libertà, di cui era presidente e legale rappresentante il segretario nazionale del sindacato Felice Romano. Sempre in base a quanto emerso, per ogni persona iscritta alla Link proveniente dal Siulp o comunque vicina al sindacato, alla Fondazione sicurezza e libertà sarebbe stata versata parte della quota di iscrizione, circa 600 euro. Il versamento veniva giustificato con la presunta erogazione, da parte della stessa fondazione, di un corso di perfezionamento denominato 'Human security', che secondo l'accusa non sarebbe mai stato attivato né tantomeno comunicato al Miur.

Il periodo investigato
Per quanto riguarda la Link Campus le presunte irregolarità riguardano gli anni accademici 2016-2017 e 2017-2018. Lo svolgimento degli esami non sarebbe stato regolare per vari aspetti: è stata contestata la mancata frequenza alle lezioni e il fatto di far sostenere gli esami a Firenze (una volta è successo anche a Bologna) anziché nella sede di Roma della Link Campus come ritenuto d'obbligo. Inoltre risulterebbe che i docenti consegnassero prima delle prove d'esame le domande o i temi agli esaminandi, e, sempre secondo le accuse, gli stessi docenti avrebbero permesso di consultare liberamente Internet e, in buona sostanza, di copiare dal web le risposte.

Gli indagati
Oltre al presidente della Link sono indagati, tra gli altri, il direttore generale Pasquale Russo, il componente del cda Claudio Roveda, Pierluigi Matera del Senato accademico, Maurizio Claudio Zangri coordinatore del corso in Scienze della politica e relazioni internazionali.


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