Studenti e ricercatori

A Padova biblioteche “aperte” da remoto e con App

di Redazione Scuola

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Per superare i limiti da Covid-19 l'Università di Padova ha varato 2 soluzioni tecnologiche, a disposizione di tutta la cittadinanza, per usufruire dei servizi bibliotecari in sicurezza. Sii tratta di “Galileo Discovery”, strumento di ricerca e accesso ai contenuti digitali da remoto, e “App Affluences”, per la prenotazione di un posto in biblioteca nel rispetto delle norme sanitarie.

Le due iniziative sono gratuite e permettono di accedere dal web ai contenuti digitali (GalileoDiscovery disponibile dal 14 settembre) e prenotare un posto in biblioteca evitando la congestione degli spazi e agevolando all'occorrenza il tracciamento (App Affluences, disponibile dal 21 settembre).

Da tempo l'Università di Padova, tramite il Centro di Ateneo per le Biblioteche, gestisce il proprio patrimonio librario attraverso una piattaforma informatica condivisa con il Comune di Padova e la Biblioteca universitaria del ministero per i Beni e le attività culturali, proprio allo scopo di valorizzare la rispettiva offerta e migliorare l'efficienza operativa dei servizi.

Il periodo di emergenza di questi mesi ha indotto le istituzioni cittadine ad ampliare le attività di cooperazione per migliorare l'erogazione dei servizi agli utenti, utilizzando al meglio gli strumenti e le risorse necessarie in linea con l'evoluzione tecnologica di settore. Soluzioni che si affiancano a quelle per permettere le lezioni in presenza all'Università dal primo ottobre.

In questo caso è stato avviato un progetto sperimentare per la diagnosi sul virus del Covid-19 utilizzando un test salivare, al posto del tampone, a cui si potranno sottoporre volontariamente i circa ottomila fra professori e dipendenti dell'ateneo. Il test verrà poi ripetuto ogni 20 giorni. Contemporaneamente gli studenti dell'Ateneo del Bo dovranno scaricare sui propri smarphone una App che registrerà anche il posto occupato nell'aula dove seguiranno i corsi.

Da maggio, spiega il rettore dell'Università di Padova Rosario Rizzuto, l'ateneo stava lavorando «per assicurare che tutti gli studenti fossero presenti nelle aule. Il nostro obiettivo era garantire la sicurezza nei flussi, negli spazi, con l'allestimento di altre nuove aule rispetto alle 400 a disposizione».


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