Studenti e ricercatori

Università, la partenza incerta fa tremare il mercato degli affitti

di Laura Cavestri

«Visitano il sito. Vedono gli appartamenti. Dicono sì con entusiasmo e poi aspettano. Abbiamo tantissimi contratti in pipeline. Ma non si chiudono, non firmano. Attendono indicazioni chiare dall’università, di capire se le attività di laboratorio, gli obblighi di presenza, i tirocini ripartiranno, quando e in che modo».

Per Sara Taddei, marketing & communication manager di DoveVivo, il mercato degli affitti di stanze e appartamenti per studenti non è a picco. Semplicemente, è congelato in attesa di settembre.

Dopo anni in cui per accaparrarsi una stanza nelle principali città italiane studenti e lavoratori si rincorrevano già a giugno – con una domanda che superava ampliamente l’offerta – gli effetti del Covid-19 hanno ribaltato il rapporto e prodotto un’impennata nell’offerta, rispetto a una domanda che ancora langue, con picchi che arrivano al +290 per cento. Complice anche la riconversione di migliaia di appartamenti da affitti brevi a locazione “di lungo termine”.

È questa la principale evidenza che emerge dall’analisi dell’Ufficio Studi di Immobiliare.it, che, pochi giorni fa, ha fatto il punto sul comparto delle locazioni di stanze e posti letto nelle principali città universitarie. Il Covid-19 ha avuto come effetto collaterale quello di svuotare, da Nord a Sud, le stanze generalmente affittate agli studenti e ai lavoratori fuori sede. Così, in Italia la disponibilità di camere rispetto al 2019 è, in media, più che raddoppiata (+149 per cento).

«Didattica a distanza, smart working e South working hanno fatto registrare quest’anno un boom dell’offerta di stanze e posti letto che in alcuni casi, come a Milano, risulta quasi quadruplicata rispetto al 2019 – ha sottolineato Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it –. Studenti e lavoratori che sceglievano soluzioni abitative transitorie, come una stanza singola o un posto letto in una doppia, hanno preferito abbandonare momentaneamente le città per risparmiare».

Non sorprende quindi che a distinguersi per quantità di soluzioni sul mercato siano i più grandi e rinomati poli lavorativi e universitari. Milano è la città record per quanto riguarda la disponibilità di stanze: +290% su base annuale, seguita da Bologna (+270%). Offerta quasi triplicata a Padova (+180%) e Firenze (+175%) e raddoppiata a Torino (108%), Roma (+130%) e Napoli (+100%). Pisa è la città che registra l’incremento minore (+12%), comunque a doppia cifra rispetto al 2019.

L’incognita dei prezzi

L’aumento considerevole dell’offerta ha avuto a sua volta come effetto una frenata sul caro prezzi. Addirittura con un’oscillazione lievemente in negativo, come Bologna e Palermo dove una stanza singola costa il 9% in meno rispetto al 2019 o Siena, dove chi cerca un posto letto può contare su un ribasso medio del 12%. «Il confronto anno su anno ci rivela che a fronte di un picco dell’offerta i prezzi per ora tengono» ha aggiunto Carlo Giordano.

Più sfumato il parere di Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari: «Mentre in caso di crisi, l’abbassamento dei prezzi di vendita degli immobili non è mai immediato, perché se il proprietario non ha fretta cerca di resistere e non abbassa il prezzo, preferendo attendere, sui canoni d’affitto credo che gli effetti si vedranno presto. Chi vuole mettere a reddito ha fretta di affittare e se c’è molta offerta o la controparte offre meno, sarà il locatore a doversi adattare per non lasciare l’appartamento vuoto. Il canone è più facilmente negoziabile».

I costi di locazione

Milano si conferma la città più cara, nonostante i prezzi delle camere singole siano rimasti fermi rispetto al 2019 (565 euro al mese) e quelli dei posti letto in doppia abbiano subito un ribasso del 7% (345 euro). Roma, seppur con costi decisamente inferiori, è la seconda più cara: 438 euro per una singola e 287 euro per una doppia. Seguono Bologna e Firenze dove per affittare una singola sono necessari circa 400 euro.

A Bologna, Università e Comune prevedono un contributo destinato ai proprietari di appartamenti per affitti brevi che riservino condizioni agevolate per gli studenti fuori sede con un Isee non superiore a 35mila euro che debbano recarsi periodicamente in ateneo. A Parma, sempre Comune e Università, hanno stanziato un fondo da 175mila euro per aiutare i fuori sede con l’affitto.

Eppure il Covid-19 non cambia le preferenze di chi cerca casa. Da una rilevazione effettuata da SoloAffitti tra le proprie agenzie sul territori, solo l’8% in più (rispetto al 2019) ricerca monolocali o bilocali per non dover condividerli.


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