Studenti e ricercatori

Una donna vicerettore del Pontificio ateneo della Santa Croce

di Redazione Scuola

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A partire da ottobre, per la prima volta una donna assume l'incarico di vicerettore accademico alla Pontificia Università della Santa Croce, il giovane ateneo romano affidato all'Opus Dei. Si tratta della professoressa María Cristina Reyes, cilena, professore associato di Metafisica presso la facoltà di Filosofia della medesima Università.

Con una laurea in Psicologia, nel 2003 ha conseguito il dottorato in Filosofia su “Las dimensiones de la libertad en 'Sein und Zeit' di Heidegger”. Il ruolo di vicerettore accademico, sottolinea l'Università Pontificia, «si presenta strategico soprattutto in questo periodo di incertezza con cui molti atenei sono costretti a fare i conti a causa dell'emergenza sanitaria legata al coronavirus».

Da parte sua la “Santa Croce” ha assicurato che il nuovo anno accademico partirà regolarmente in modalità presenziale, seguendo comunque le indicazioni delle autorità sanitarie. Tutta l'offerta accademica sarà mantenuta, così come la distribuzione generale degli orari dei vari corsi. Eventuali studenti che saranno impossibilitati a raggiungere Roma per motivi legati alla pandemia, saranno incorporati successivamente ai corsi presenziali, e comunque potranno seguire le lezioni in streaming e con l'ausilio della piattaforma didattica, che l'Ateneo utilizza già da diversi anni.

L'Università della Santa Croce è un ateneo giovane, fondato nel 1984 su un desiderio di San Josemaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei, realizzato dal suo primo successore, il beato µlvaro del Portillo. Ogni anno varcano i portoni del Palazzo di Sant'Apollinare, sito a Roma nell'omonima piazza, oltre 1.500 studenti provenienti da 80 Paesi, che ricevono formazione nelle facoltà di Teologia, Diritto canonico, Filosofia e Comunicazione istituzionale della Chiesa.


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