Studenti e ricercatori

In regola i percorsi di accesso al sostegno: garantiscono parità di trattamento e «autoresponsabilità»

di Pietro Alessio Palumbo

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La previsione di graduatorie per singole Università per i percorsi di specializzazione sul Sostegno non è illogica né irrazionale, posto che punta a rendere le procedure concorsuali, rapide, economiche ed efficienti. Con la sentenza 8527/2020 il Tar Lazio ha ribadito che la possibilità di effettuare tante graduatorie locali quanti sono gli Atenei determina sicuramente lo snellimento dell'intera procedura, dovendo, ogni singola graduatoria avere a riguardo un numero più limitato di candidati. Ateneo che il candidato sceglie sulla base di libera “autoresponsabilità”.

La soglia minima di sbarramento
Per quanto riguarda la soglia minima di sbarramento è stato precisato che la previsione ha scopi di semplificazione e accelerazione dell'iter della prova preliminare preordinata ad accertare il possesso di requisiti culturali di base. Essa, infatti, consente di ridurre il numero dei partecipanti alle prove scritte, con conseguente riduzione della complessità e dei tempi della procedura, attraverso un meccanismo semplice e tale da garantire al contempo la parità di trattamento degli interessati.


Un nuovo modulo organizzativo
La previsione della prova preselettiva nell'ambito di una procedura concorsuale è un modulo organizzativo che l'Amministrazione pubblica può adottare laddove il numero di domande di partecipazione sia esorbitante o comunque tale da determinare lungaggini procedimentali. Si tratta infatti di “prove preliminari” consistenti nella risoluzione di quesiti a risposta multipla, gestite anche con l'ausilio di enti o istituti specializzati pubblici e privati e con possibilità di predisposizione dei quesiti da parte degli stessi.


Anomalie solo apparenti
Per quanto riguarda le presunte distorsioni in ordine al fatto che a fronte di una prova identica un concorrente è escluso con 20 ed un altro ammesso con zero solo per aver scelto, in maniera del tutto casuale o per esigenze territoriali un Ateneo rispetto ad un altro, a ben vedere ciò è la logica e legittima conseguenza del fatto che il concorso è bandito su scala regionale: ogni regione ha una propria dotazione organica e quindi un diverso numero di disponibilità da mettere a concorso.


Parità di trattamento e “autoresponsabilità”
Ai fini della parità di trattamento conforta il criterio di valutazione che è unico per tutte le regioni, con la possibilità per gli interessati di scegliere in quale regione presentare la domanda di partecipazione al concorso. In altre parole con la previsione di un sistema di graduatorie per ciascun ateneo, agli aspiranti è data la possibilità di puntare liberamente sulla sede più ambita che però potrebbe presentare un minore numero di posti disponibili rispetto ad altre sedi, oppure di sostenere la prova presso una sede ritenuta meno appetibile, ma di più facile accesso in ragione del maggiore numero di posti disponibili. Dal che viene in considerazione il principio di “autoresponsabilità”, in quanto ciascuno dei candidati si assume le conseguenze di tale scelta “personale”.


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