Studenti e ricercatori

Il Covid-19 non blocca i giovani: dopo la paura l’80% si dichiara pronto per un’esperienza all’estero

di Redazione Scuola

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Oltre 18 milioni di euro erogati per progetti che hanno coinvolto circa 25mila ragazzi nell'ambito dei programmi europei Erasmus+ e Corpo Europeo di Solidarietà, il network radiofonico “Ang inRadio” con 44 stazioni in tutta Italia che vede impegnati 600 giovani speaker, 26 palestre di progettazione con 1240 partecipanti, 2300 Youth Workerformati, la creazione del network di 260 Europeers, e 88 eventi sul territorio che hanno visto la partecipazione di oltre 10mila ragazzi.

Sono i numeri della prima Relazione al Parlamento sulle attività svolte nel 2019 dall'Agenzia Nazionale per i Giovani,illustrati venerdì scorso alla Camera dei Deputati dal direttore generale Domenico De Maio, dopo l'intervento del presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico. I lavori si sono svolti alla presenza del Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora.

«Negli ultimi anni, a fasi alterne, l'attenzione dell'opinione pubblica si è concentrata spesso sul tema dei giovani, con prospettive di volta in volta diverse. Il lavoro che non c'è, la fuga dei cervelli, la partecipazione sociale e politica alla campagna sui cambiamenti ambientali e climatici, l'allarme criminalità, la crescita delle start-up innovative. Un dibattitto che spesso ha dimenticato di ascoltare proprio i veri protagonisti: i giovani. Nell'ultimo anno l'Agenzia Nazionale per i Giovani è intervenuta con passione, autorevolezza e competenza in questo dibattito istituzionale per provare ad invertire il trend della narrazione sul mondo giovanile con un approccio che mettesse finalmente al centro dell'attenzione i nostri ragazzi, che desse loro voce, gli spazi fisici e digitali che, infine, li rendesse protagonisti del presente, non solo del futuro», ha dichiarato il direttore De Maio nel presentare la Relazione.

«L'Italia di oggi esce da una crisi sanitaria e si appresta ad affrontarne una sociale paragonabile ad una ricostruzione. Va detto molto chiaramente: questa ricostruzione se non vedrà coinvolti attivamente i nostri giovani non ci consentirà di risollevare il Paese. Il Paese e l'Europa tutta devono ripartire dai ragazzi che si sono impegnati in questi mesi così difficili. Sono la speranza che una luce in fondo al tunnel ci sarà. La sfida che ci attende non ammette risposte non all'altezza, non ammette tentennamenti, non ammette infine una sconfitta. L'Agenzia nazionale per i giovani è pronta a fare la propria parte quale presidio di democrazia e partecipazione», ha continuato il Direttore De Maio.

La Relazione analizza le opportunità che l'Europa offre alle nuove generazioni, l'impatto che queste politiche hanno sul territorio italiano e le prospettive future anche grazie alle preziose ricerche di Ipsos, del network Ray ed ai dati Istat.

L'ostinato bisogno di ricerca di felicità dei giovani non si è fermato neanche nei giorni del lockdowm. È quanto emerge dalla ricerca che Ipsos ha realizzato per l'Agenzia nazionale per i giovani. Da anni ormai geneticamente esposti ad un continuo processo di costruzione e smantellamento, i giovani di oggi hanno ottimizzato la loro capacità di resilienza e si sono abituati a «tornare al punto 0».

Non avendo punti di riferimento saldi, se non quelli all'interno della stretta rete familiare, sanno programmare repentini e innumerevoli cambi di direzione per ricominciare da capo. Che questa sia la skill migliore per coltivare un “effetto trampolino” dopo la drammatica emergenza sanitaria che stiamo vivendo?

In un recente sondaggio sono stati trattati questi temi parlando direttamente con i giovani dai 14 ai 35 anni chiedendo loro di raccontarsi e di riflettere profondamente sulla nuova quotidianità anche in prospettiva futura in un momento storico che ha dello straordinario, dove tutto sembra dover essere riscritto.

Dopo le paure e le preoccupazioni che hanno invaso la nostra dieta mediatica di questi ultimi mesi, i giovani possono percepirsi felici? Il 79% di loro dichiara di esserlo. I più positivi i più giovani tra i giovani, i 14-19enni, che ancora non si trovano a dover fare i conti con il mercato del lavoro e con l'esigenza di indipendenza economica. Ma la felicità sta nel qui ed ora, nei progetti a breve termine realisticamente realizzabili date le condizioni. Proiettarsi alla vita ideale crea invece frustrazione: seppur felici, due giovani su tre dichiarano infatti di vivere una vita reale ben lontana dalla vita ideale che vorrebbero per loro stessi.

Il Covid-19 ha lasciato qualche traccia indelebile nei ragazzi? In primis i ragazzi hanno imparato ad apprezzare di più il valore della loro vita (60%) che mai in modo così prepotentemente evidente appare interconnessa con quella degli altri (57%). E non solo, l'emergenza sanitaria ha reso loro ancora più propensi al cambiamento (54%), in un moto di continuo adattamento in cui i giovani più delle altre generazioni, erano già prima in grado di muoversi. Consapevoli che gli effetti negativi del Covid-19 ci saranno da qui per i prossimi anni, più di un giovane su tre è preoccupato principalmente per la propria situazione lavorativa e quindi economica per altro già decisamente compromessa anche prima dell'arrivo del virus.

Il Covid-19 ha intaccato l'attrattività delle esperienze all'estero per studio o per lavoro? Decisamente no: l'80% dei giovani si dichiara disposto a fare un'esperienza di minimo un mese all'estero, consapevoli soprattutto del fatto che andare a studiare o a lavorare all'estero è un'opportunità imperdibile per confrontarsi con altre culture e fare nuove esperienze fondamentali per la propria crescita e spendibili poi sul mercato del lavoro.

I giovani però non sono soli, sono molti i soggetti a cui possono rivolgersi per cercare sostegno e per provare a realizzarsi al meglio. Poco inclini ad uscire dalla loro comfort zone, faticano ad affidarsi a figure al di fuori della loro cerchia ristretta di parenti e amici. Ignari dell'esistenza di quelli che vengono definiti Youth Workers (chiunque abbia un ruolo professionale o volontario capace di influenzare e indirizzare una persona durante la sua fase di crescita giovanile, infantile, adolescenziale), una volta messi al corrente di chi sono e cosa fanno sono razionalmente in grado di vederne l'enorme importanza (il 70% li considera figure chiave utili per la crescita di un ragazzo).

Altra istituzione in aiuto ai giovani è l'Agenzia nazionale giovani, nota almeno per sentito dire dal 59% dei giovani. Sul versante dei servizi istituzionali offerti, il più noto è decisamente il Programma Erasmus Plus, un programma dell'Unione Europea che offre opportunità di studio, formazione, di esperienze lavorative o di volontariato all'estero per i giovani, promuovendo sinergie tra i diversi settori.

Anche il neonato programma Corpo Europeo di Solidarietà partito a regime solo nel 2019 risulta noto al 46% del campione.


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